Non è vero che tutto fa brodo

“Ma, io non so… son foresto, per me tutto va bene, le zebre, i quadrati, i triangoli e le strisce per terra, per me tutto va bene, tutto fa brodo”. Ha risposto in questo stile l’eroe per un giorno Sam Nunberg, ex aiutante di Trump nella campagna elettorale del 2016, quando si è rifiutato di collaborare con il Tribunale Speciale allestito dai democratici per sbarazzarsi del Presidente Donald Trump.

 

I media democratici (praticamente il 90% della carta stampata e dei canali televisivi), annoiati dal grande inganno dell’investigazione FBI sulle interferenze Russe nelle elezioni Americane, in cui ogni giorno sembra succedere qualcosa e invece da due anni a questa parte, ogni giorno è uguale al giorno precedente e non porta nessuna prova della collusione tra Trump e il leader russo Putin, si sono buttati come vampiri degli indici di ascolto su questo modesto, controverso, indifeso e patetico personaggio, un po’ clown e un po’ furbastro venditore di affetta-patate miracolosi.

 

In realtà Sam si è fatto beffe di loro, dando ad ognuno una differente versione del suo racconto, cosicchè, alla fine della giornata, loro (e Mueller) sono rimasti con un palmo di naso e il popolo americano con la più illuminante dimostrazione della morte del giornalismo negli Stati Uniti, e di una classe politica che non trova di meglio per la sua sopravvivenza che resuscitare le paure ancestrali dei russi invasori dell’amata patria, per poter spiare l’avversario politico usando i poteri di polizia come se fossero solo privilegio di un Presidente (Barak Obama) o di una fazione politica (la sinistra).

Little Adam va a Mosca

“Little” Adam Schiff, che è alla disperata ricerca di un incarico migliore, è uno dei più grandi bugiardi e fonti anonime di Washington, proprio così come Comey, Warner, Brennan e Clapper! Adam esce dalle audizioni a porte chiuse della Commissione Intel del Senato per divulgare illegalmente informazioni riservate. Deve essere fermato! Twitta Donald Trump, con parole sue.

 

Naturalmente, come sempre, la realtà supera la fantasia, anche quella fertile e visionaria del Presidente. Abbiamo così scoperto che il cacciatore più intransigente e senza pietà dei collusi con i russi, vigile 24 ore su 24 che gli slavi non sbarchino in Pennsylvania Street, pronto a punire chiunque, in particolare se si chiama Devin Nunes, ha ceduto come Michael Flynn alle sirene ex comuniste del canale televisivo RT (Russia Today) concedendo una intervista radiofonica di otto minuti ai due conduttori radiofonici russi che hanno promesso “foto nude di Trump”.

 

Ma Little Adam ci è o ci fa? Imperdonabile distrazione da uno che fa parte della commissione più intelligente del senato americano. A quando le dimissioni?

Mondi paralleli

La CNN si è assegnata volontariamente il difficile compito di creare la realtà virtuale dove nascono e crescono le fake news. Ma questa volta sta superando ogni immaginazione, creando direttamente un universo parallelo, chiamato La Società Segreta, dove i due amanti effebiai si nascondono tra migliaia di parole d’amore, sussurrate e distorte da spazi senza dimensione e senza tempo.

 

Tornano così alla vita i cinquantamila messaggi d’Amore e speranze politiche di cui temevamo tutti la scomparsa. Non vediamo l’ora di avere le prime mappe del mondo parallelo e di scoprire se anche in questo al di là esiste un Donald Trump che disgusta e terrorizza i democratici e Don Lemon. Addirittura si dice che in un mondo parallelo a volte un cavallo, un uccello, possono aver salvato il ricordo delle rovine di un antico anfiteatro.

Sabbie mobili

Chuck Schumer e Nancy Pelosi hanno fatto la scelta più sbagliata che avrebbero potuto fare i due portavoci democratici ormai in  attesa solo del pensionamento: spegnere il governo federale dimostrando di avere a cuore la situazione degli immigrati illegali più della sicurezza dei cittadini americani.

 

Gli americani hanno la memoria lunga e quando a novembre voteranno per reintegrare quella quarantina di deputati e senatori che lasciano Capitol Hill per raggiunti limiti di età o per aver molestato sessualmente impiegate e colleghe,  si ricorderanno di questo shutdown e puniranno senza pietà gli autori di questo “casino”.

 

Intanto i democratici ballano mentre la nave affonda lentamente nelle sabbie mobili. E questa settimana dovrebbero diventare pubblici i rapporti FBI con i quali vengono svelati i trucchetti e i trabocchetti con cui è stata manipolata e usata, non rispettando la legge e i diritti costituzionali, la sorveglianza dei membri del team Trump, ordinata dall’amministrazione Obama.

 

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La dentiera di Trump

 

I democratici si rassegnino: Donald Trump ha una salute di ferro e una completa stabilità mentale. Questo il risultato del check-in cui si è sottoposto il Presidente.

 

Nel complesso Trump ha una salute eccellente, continuando a godere, come affermato dal Dr. Ronny Jackson nel suo briefing con i reporters della Casa Bianca, degli effetti positivi di lungo termine che derivano da una vita di astinenza dal tabacco e dall’alcohol.

 

Pundit e panels televisivi ci sono rimasti di m***a, tentando di tutto per strappare al fisiologo qualche ammissione, ma non sono andati oltre una meschina figura, arrivando a chiedere se il Presidente facesse uso di droghe, se fosse ancora sessualmente attivo, se fosse in grado di ricevere un secondo mandato presidenziale e, dulcis in fundo, se portasse la dentiera.

 

Certo, di legno, come quella di Abramo Lincoln.

 

 

 

Fuoco e Fiamme, Gossip e Moralismo: condannati ad essere governati da Hollywood e Facebook?

Come dovrebbe rispondere il Presidente Trump a rocket-man Kim Jong Un che minaccia l’olocausto nucleare con la semplice pressione del suo grasso dito su un bottone rosso della sua scrivania? Noi non abbiamo dubbi: come ha fatto Trump, trattandolo come il Dottor Stranamore.

 

Che qualcuno spieghi a questo sociopatico che il Presidente ha un bottone più rosso, più grosso e che funziona meglio del suo! Per due giorni i pundit dei media americani hanno discusso su questa esternazione presidenziale sottolineando quanto sia pericoloso, infantile e narcisistico il Presidente.

 

Infine, quando sembravano ormai a corto di argomenti, i vari panel che imperversano su tutti i canali televisivi, hanno trovato le galline (due) dalle uova d’oro: Michael Wolff, con il suo “libro” Fire and Fury, e Oprah Winfrey, che ha quasi annunciato la sua candidatura a Presidente degli Stati Uniti nelle elezioni del 2020.

 

Basandosi su un genere di fantascienza-horror , il sempreincercadiguai Michael Wolff, ha riportato quello che pensano, secondo lui, gli uomini e le donne del Presidente… del Presidente. Ebbene, il 100% dei collaboratori del Presidente  pensano tutti, al 100 per 100, rimarca Wolff, che Trump è uno psicopatico, imbecille, ignorante, collerico, instabile, privo di interessi, depresso, e così via, in una spirale senza fine. Continue reading → Fuoco e Fiamme, Gossip e Moralismo: condannati ad essere governati da Hollywood e Facebook?

Grande Giornalismo

L’ultimo dell”anno, nel corso della trasmissione della CNN “Alla vigilia del Nuovo Anno”, Brook Baldwin si è vantata di avere le palle più grandi di quelle di Don Lemon.  “A proposito,” dice Brooke Baldwin a un ubriaco Lemon che lancia perline a New Orleans, “le mie palle sono più grandi delle tue palle.”

 

Io non ho dubbi su questa affermazione, non avendoli neppure Don Lemon, che risponde con un “Probabilmente”, ma mi chiedo per quale motivo la CNN tolleri che i propri giornalisti vadano in giro ubriachi, con al collo collanine di perline, danzando con un parasole riesumato dall’ultimo Gay Pride Day. Una mela è una mela, ma una banana rimane una banana, giusto?

Nozze Reali

Abbiamo appena finito di vedere la seconda stagione della Serie TV “The Crown” e ancora una volta siamo costretti a dire che la realtà ha superato la fantasia storica degli autori.

 

C’è grande imbarazzo alla Corte della Regina Elisabetta per il matrimonio del Principe Harry, ma non per la inconsueta scelta della sposa, bensì per la partecipazione di Barak Obama alle nozze.

 

Colpa del principino? No, colpa dell’ex Presidente degli Stati Uniti d’America che si è autoinvitato alle nozze non avendo ancora capito di essere un EX, appunto, e continua ancora a credere che la sua presenza nella Storia dell’umanità sia indispensabile e non debba avere limiti e confini.

 

Ma se Obama sta diventando un caso patologico, la vecchia Regina rimane vigile e attenta all’etichetta reale. Per questo ha chiesto ad Henry di ritirare l’invito ma nello stesso tempo non ha detto se inviterà Trump. Tempi difficili per le monarchie! Vedremo come farà la Regina d’Inghilterra a prendere due piccioni con una fava.