Flake News

Il Senatore repubblicano Jeff Flake, famoso voltagabbana e sempre pronto a distinguersi per le sue posizioni controcorrente o a far mancare il suo voto alle proposte dei colleghi di partito, dopo essere stato aggredito (solo verbalmente), nell’ascensore di Capitol Hill, da una donna che protestava per la nomina del giudice Brett Kavanaugh alla Corte Suprema, ha indossato i panni di Don Abbondio, cambiando idea su Kavanaugh e diventando compagno di merende dei democratici.

Per finire in bellezza ora si è anche candidato nella corsa presidenziale del 2020. Scelta temeraria e incomprensibile, considerato che non è un cuor di leone e soprattutto se sarà l’unico a sfidare il Presidente Trump nelle primarie repubblicane. Rischia di non portare nemmeno la sua delega al Congresso dell’elefantino.

 

La caduta dell’ ultimo Impero

Mentre il Partito democratico cambia il pelo ma non il vizio, aprendo a socialisti e comunisti spazi e posti alle elezioni di medio termine e spingendo frange di liberal-democratici verso programmi estremisti o forse, solo all’ apparenza estremisti, per coprire l’assenza di programmi e politiche che negli ultimi due anni si sono ridotti alla semplice resistenza  a Trump e al trumpismo.

 

Trump, invece, sta ottenendo risultati spettacolari sul fronte dell’economia: milioni di nuovi posti di lavoro, tagli delle tasse, disoccupazione a livelli minimi mai raggiunti prima, Prodotto Interno Lordo al 4,1%, mentre nel contempo con quella che sembrava una follia a tanti economisti di scuola ortodossa, la guerra delle tariffe, ha messo in difficoltà soprattutto la Cina, strozzando i  commerci  di Pechino e creando le premesse per una resa incondizionata del suo amico Xi.

 

Nelle strade o sotto i balconi del potere crescono la tensione e la violenza. Ognuno fa la sua parte, mentendo, pianificando una strategia di continui attacchi e oltraggiosi insulti al Presidente, teorizzando e augurandosi la fine del “tiranno” attraverso la giustizia sommaria dello Speciale Counsel oppure la violenza della sua eliminazione fisica. La Costituzione sembra diventata una coperta stracciata che ognuno tira nella sua direzione per coprire le proprie vergogne.

 

Sarebbe davvero un’ironia della sorte vedere, dopo decenni di guerra al comunismo, la resa degli Stati Uniti all’ideologia dei soviet. Impresa possibile, con milioni di giovani del “millennio” che ignorano la storia e vogliono riscriverla al grido di “tutto subito e gratis”. Non  è un caso che cinquantanni prima Mao Tze Tung la chiamasse “La grande Rivoluzione Culturale”.

 

 

La caduta dell’impero

I liberal-democratici sono sempre più confusi e nel caos. Ormai sono solo dei pupazzetti che Trump si diverte a far reagire come vuole lui. Sopravvivono solo nella speranza dell’intervento taumaturgico del super magistrato Robert Mueller, convivendo con l’incubo di essere risvegliati da Rudy Giuliani, masticati e inghiottiti dalle sue dentiere.

 

I liberal-democratici non sanno di essere sullo stage di un reality in cui c’è di tutto: dalle porno-dive ai senatori in mutande, dai faccendieri compagni di merende ai fabbricanti di menzogne, dai macartisti sopravvissuti alla fine della guerra fredda ai servizi segreti che confezionano salaci dossier e prove false per distruggere il Presidente.

 

Il Titanic sta affondando, ma nessuno si preoccupa realmente: ognuno ha la sua parte nella commedia e nell’arte di arrangiarsi gli americani hanno superato anche gli italiani. Ma in fondo al tunnel non c’è l’uscita dall’inferno. C’è solo la caduta di un impero, la fine di un sogno, il muro del pianto.

Sabbie mobili

Chuck Schumer e Nancy Pelosi hanno fatto la scelta più sbagliata che avrebbero potuto fare i due portavoci democratici ormai in  attesa solo del pensionamento: spegnere il governo federale dimostrando di avere a cuore la situazione degli immigrati illegali più della sicurezza dei cittadini americani.

 

Gli americani hanno la memoria lunga e quando a novembre voteranno per reintegrare quella quarantina di deputati e senatori che lasciano Capitol Hill per raggiunti limiti di età o per aver molestato sessualmente impiegate e colleghe,  si ricorderanno di questo shutdown e puniranno senza pietà gli autori di questo “casino”.

 

Intanto i democratici ballano mentre la nave affonda lentamente nelle sabbie mobili. E questa settimana dovrebbero diventare pubblici i rapporti FBI con i quali vengono svelati i trucchetti e i trabocchetti con cui è stata manipolata e usata, non rispettando la legge e i diritti costituzionali, la sorveglianza dei membri del team Trump, ordinata dall’amministrazione Obama.

 

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La dentiera di Trump

 

I democratici si rassegnino: Donald Trump ha una salute di ferro e una completa stabilità mentale. Questo il risultato del check-in cui si è sottoposto il Presidente.

 

Nel complesso Trump ha una salute eccellente, continuando a godere, come affermato dal Dr. Ronny Jackson nel suo briefing con i reporters della Casa Bianca, degli effetti positivi di lungo termine che derivano da una vita di astinenza dal tabacco e dall’alcohol.

 

Pundit e panels televisivi ci sono rimasti di m***a, tentando di tutto per strappare al fisiologo qualche ammissione, ma non sono andati oltre una meschina figura, arrivando a chiedere se il Presidente facesse uso di droghe, se fosse ancora sessualmente attivo, se fosse in grado di ricevere un secondo mandato presidenziale e, dulcis in fundo, se portasse la dentiera.

 

Certo, di legno, come quella di Abramo Lincoln.

 

 

 

Fuoco e Fiamme, Gossip e Moralismo: condannati ad essere governati da Hollywood e Facebook?

Come dovrebbe rispondere il Presidente Trump a rocket-man Kim Jong Un che minaccia l’olocausto nucleare con la semplice pressione del suo grasso dito su un bottone rosso della sua scrivania? Noi non abbiamo dubbi: come ha fatto Trump, trattandolo come il Dottor Stranamore.

 

Che qualcuno spieghi a questo sociopatico che il Presidente ha un bottone più rosso, più grosso e che funziona meglio del suo! Per due giorni i pundit dei media americani hanno discusso su questa esternazione presidenziale sottolineando quanto sia pericoloso, infantile e narcisistico il Presidente.

 

Infine, quando sembravano ormai a corto di argomenti, i vari panel che imperversano su tutti i canali televisivi, hanno trovato le galline (due) dalle uova d’oro: Michael Wolff, con il suo “libro” Fire and Fury, e Oprah Winfrey, che ha quasi annunciato la sua candidatura a Presidente degli Stati Uniti nelle elezioni del 2020.

 

Basandosi su un genere di fantascienza-horror , il sempreincercadiguai Michael Wolff, ha riportato quello che pensano, secondo lui, gli uomini e le donne del Presidente… del Presidente. Ebbene, il 100% dei collaboratori del Presidente  pensano tutti, al 100 per 100, rimarca Wolff, che Trump è uno psicopatico, imbecille, ignorante, collerico, instabile, privo di interessi, depresso, e così via, in una spirale senza fine. Continue reading “Fuoco e Fiamme, Gossip e Moralismo: condannati ad essere governati da Hollywood e Facebook?”

Piraña

Si sono avventati sulla preda come famelici piraña a digiuno da mesi, materializzando le più scombussolate e deliranti visioni di complotti e messe in stato di accusa (impeachment). Per cosa? Per il nulla, il niente, un buco nero dove si sono riversati urlando e agitandosi elettrizzati dalla novità di avere una dichiarazione di colpevolezza da parte del più compromesso nella indagine sulle collusioni di “Russia connection”, il generale Michael Flynn.

 

In realtà si tratta di un brodino riscaldato, l’ammissione di colpevolezza per aver mentito alla FBI. Cosa risaputa sin dal Febbraio di quest’anno, quando Sally Yates, nelle sue funzioni di Procuratore Federale della Casa Bianca, avvertì il Presidente Trump che Michael Flynn aveva ingannato il team di transizione e gli investigatori non dicendo la verità sulla vera natura delle sue comunicazioni con l’ambasciatore russo.

 

La verità è che questa investigazione non ha portato e non porterà da nessuna parte. Non esiste il delitto, quindi non ci sono evidenze di colpevolezza se non in alcuni casi che hanno portato alla scoperta di altri singoli e differenti criminali comportamenti, come evasione fiscale e riciclaggio, che nulla hanno a che vedere con questa investigazione sulle “collusioni”.

 

I media-stream rischiano la morte per asfissia. Solo il 20% degli americani crede che dicano la verità. Ora arrivano anche le sospensioni di giornalisti che fabbricano “fake news”. Il giornalismo sembra finito nella partigianeria e nel controllo assoluto da parte della sinistra. Sapete come è andata a finire con quel guardiano di pecore che gridava “al lupo, al lupo”.

Pokemon o House of Cards?

Dunque crooked Hillary ha perso le elezioni perchè Putin ha diffuso fake news sulla candidata democratica utilizzando i social media, in particolare alcuni “games” come Pokemon e pagando avvisi commerciali e video contro la donna da lui più odiata al mondo.

 

In realtà, non trovando le prove di un crimine che non è neanche un crimine, i democratici, senza vergogna per la loro imbecillagine, stanno raschiando il fondo di un romanzo che giorno dopo giorno allontana sempre più il suo ultimo capitolo.

 

Intanto, finalmente, l’FBI sta ora indagando su qualcosa di più concreto e criminale di una “collusion”: l’agenzia federale ha raccolto una moltitudine di documenti, registrazioni segrete, email intercettate, dati fiscali e conti bancari che provano il pagamento da parte della Russia di milioni di dollari alla Clinton Foundation e di migliaia di dollari direttamente nelle tasche di Bill Clinton per la vendita, approvata all’unanimità dall’amministrazione Obama quando Segretario di Stato era ancora Hillary Clinton, di un quinto dell’uranio di proprietà degli Stati Uniti alla Russia.

 

Come se non bastasse, tutto sarebbe accaduto sotto l’attenta disattenzione dell’allora Direttore dell’FBI che, guarda caso, si chiamava Robert Muller, Bob per gli amici. Non solo lo “Special Counsel” Mueller è legato all’imbroglio dell’uranio, ma anche il supervisore dell’inchiesta, fu l’allora avvocato americano Rod Rosenstein. Rosenstein, nominato da Obama vice procuratore generale e dopo che Jeff Sessions si è ritirato dal caso “Russia collusion”, ha deciso di nominare nessun altro se non Mueller come consigliere speciale per questa inchiesta.

 

Nello stesso periodo James Comey si faceva le ossa alla scuola di Mueller, imparando alla svelta e mettendo a profitto le lezioni del suo maestro. Così veniamo a sapere che l’ineffabile Direttore aveva già deciso, prima ancora di cominciare ad investigare sulle email di Hillary, di scagionarla dalle accuse, anche perchè pressato dal Procuratore Generale, Loretta Lynch, ora anche lei sotto investigazione e interrogata a porte chiuse dalla Commissione Giustizia del Senato americano.

 

Con i reati di cui sono accusati, Obama, Comey, Loretta Lynch, Hillary Clinton, Rosenstein e Mueller potrebbero finire all’ergastolo. Invece non succederà niente. I media americani hanno già deciso che questa storia va insabbiata rapidamente e che la caccia alle streghe contro Trump deve continuare. Non rimane che prendere atto che libertà di parola e giornalismo riposano sotto alcuni metri di fango e che è in atto un colpo di stato per espropriare gli americani dei loro diritti politici e costituzionali.

Lanzichenecchi

I sedicenti antiprotestatari pagati da Hillary Clinton e George Soros sono scesi Sabato in piazza a Boston per denunciare e lottare contro la supremazia razziale dei bianchi.

 

Curioso che nonostante la presenza dei Black Lives Matter e altre decine di gruppi che si rifanno alle lotte civili e pacifiche dei neri, comunque le loro manifestazioni siano regolarmente composte in maggioranza da bianchi, molti dei quali violenti e intolleranti.

 

La loro marcia, mantenuta “pacifica” da centinaia di agenti di polizia e dell’FBI, ha riempito i Parchi di Boston di lanzichenecchi, che, al tramonto, si sono lasciati dietro i tradizionali bivacchi, gli attacchi alla polizia e tonnellate di spazzatura a carico dei contribuenti.

 

Nelle loro prossime imprese metteranno a frutto l’esempio di chi voleva costruire Utopia distruggendo il proprio passato: Hitler, Stalin, PolPot. Forse continueranno ad abbattere le statue dei padri fondatori per poi dare alle fiamme i libri e cancellare ogni cultura che non sia quella della violenza e della barbarie.

“Talvolta pochi uccelli, un cavallo, salvarono le rovine di un anfiteatro.”