Emma la creativa

Nel mio post, L’ultima spiaggia, ricordavo come, quando le cose non vanno bene, i primi a farne le spese sono sempre i dipendenti e che se un’azienda è in cattive acque si tagliano i costi, un eufemismo per dire che si tagliano i posti di lavoro e migliaia di lavoratori vengono licenziati. Se poi questo non basta si ricorre alla “creatività” e citavo un paio di esempi bancari.

Questo della Marcegaglia è però davvero strabiliante: usare la liquidazione (Tfr) dei lavoratori per finanziare le imprese! Già, visto che lo Stato non ha più un soldo, cresce l’evasione fiscale, le banche non concedono più crediti e gli imprenditori non sanno fare il loro mestiere, non rimane altra soluzione che mettere le mani nelle tasche dei lavoratori. Quando si dice la fantasia al potere.

L’ultima spiaggia

Quando le cose non vanno bene i primi a farne le spese sono sempre i dipendenti. Se una Banca è in cattive acque si tagliano i costi, un eufemismo per dire che si tagliano i posti di lavoro e migliaia di lavoratori vengono licenziati. Se poi questo non basta si ricorre alla “creatività”.

Ci sono così Banche che mettono a disposizione dei dipendenti la loro liquidazione per l’acquisto delle proprie azioni, magari pensando di sostenere così il titolo ma commettendo l’errore di non valutare il rischio che i lavoratori se le rivendano un minuto dopo averle comprate.

Ci sono altre invece come il Santander che, dovendo dismettere entro due anni il suo patrimonio immobiliare per far fronte a richieste di riscatto per 2,62 miliardi di euro, offre prestiti a basso tasso ai suoi dipendenti per l’acquisto di un suo immobile a prezzi di sconto.

Commenta il Financial Times: “può sembrare un idea creativa, ma sembra anche un segno di disperazione. E forse non si dovrebbero mantenere gli affari dei dipendenti distinti da quelli della banca?”

Che anche il Financial Times faccia parte del grande complotto mediatico? E la Santa Inquisizione – oops, scusate, Classificazione – sarà già all’opera per verificare se la fonte e la notizia sono compatibili col “sistema di interlocuzione e di confronto esistente fra azienda e sindacato”?

Autogol: Tfr in libera uscita

Anche il Sole 24 Ore entra a far parte della schiera dei mezzi d’informazione che mettono il gruppo Monte Paschi Siena “al centro di attenzioni mediatiche strumentali ed interessate”?

Evidentemente anche le mie (vedi qui e qui) non erano farneticazioni se persino il quotidiano della Confindustria solleva oggi, nell’inserto Plus24, una serie di legittimi dubbi sul “bizzarro” accordo tra Mps e Sindacati per l’utilizzo del Tfr ai fini dell’acquisto di azioni Mps, scrivendo che

Investire sino al 100% del trattamento di fine rapporto (Tfr, più noto come liquidazione) in titoli della propria azienda? Gli oltre 30mila dipendenti attivi del gruppo Monte Paschi Siena possono, grazie all’accordo tra azienda e sindacati varato il il 29 gennaio […]

[…] per tutto febbraio i lavoratori potranno acquistare azioni Mps sul mercato e tramite gli uffici della banca, investendo fino al 100% della liquidazione accantonata e disponibile, anche con più ordini di Borsa, in giornate diverse e senza vincoli di lock-up (vincolo a non vendere, n.d.r.)[…]

[…] A disposizione dei dipendenti ci sono 590 milioni: un “volume di fuoco” teorico pari a più di un decimo della capitalizzazione di Borsa.

I Sindacati plaudono… ma i dubbi sono tanti: investire l’intero Tfr su un solo titolo segue le regole Mifid sui rischi? Con gli ordini gestiti in proprio, l’azienda distinguerà tra “buoni”, che investono di più nel titolo di casa, e “cattivi” che non comprano nulla? La Consob è stata avvisata?

Di certo si sa che dal 2 al 12 febbraio l’azione Mps ha visto la media dei volumi quotidiani balzare a poco meno di 26 milioni di titoli dai 10 milioni per seduta di gennaio, mentre la media dei corsi di febbraio ha subito un tracollo del 21% su quella di gennaio.

A titolo di paragone, nello stesso periodo il titolo Intesa Sanpaolo ha segnato un calo dei volumi del 15% ma il corso ha perso solo il il 3,8%, Unicredit ha registrato volumi medi in crescita del 7% mentre i prezzi sono calati del 13,7%. In attesa del consuntivo dell’operazione, le cifre sembrano confermare che la mancanza del lock-up si fa sentire.

Il Tfr pare dunque solo in transito sul titolo: era questo il “coinvolgimento” atteso dai dipendenti del Monte?

Fin qui il Sole 24 Ore. Ora attendiamo risposte adeguate da chi è chiamato in causa, sperando che non siano sempre come le performance di Beaker che riproponiamo a furor di popolo.

Accordi a perdere

Mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa. Mi devo cospargere il capo di cenere. Si anche Perestroika può sbagliare, soprattutto quando si dimentica che la realtà supera spesso la fantasia.

Non avendo notizie dettagliate sulla possibilità data al personale del Monte Paschi Siena di utilizzare il 100% del trattamento di fine rapporto per l’acquisto di azioni Mps avevo creduto che questa facilitazione fosse regolamentata come negli altri precedenti che, da che mondo è mondo, prevedono solitamente l’acquisto di azioni emesse dalla banca ad un certo prezzo con il vincolo della loro non negoziabilità per un certo periodo di tempo.

Invece no, mi sbagliavo: l’acquisto avviene sul libero mercato e, se si vuole, è possibile rivendersi i titoli immediatamente monetizzando definitivamente l’importo del TFR.

Non vorrei essere critico ad ogni costo ma mi sfuggono due cose. Il Monte Paschi ne ha tratto un vantaggio? Non credo, anzi, ha ridotto le sue disponibilità di qualche milione di euro e se fossi nei panni di un azionista mi incazzerei. E il Sindacato cos’ha da rullare i tamburi? Credevo fosse una sua propensione favorire la previdenza integrativa e non invece il rischio, spacciandolo per “partecipazione”.

Così parlò il sindacato del Monte Paschi Siena

“Il Consiglio di Amministrazione della Banca Monte dei Paschi di Siena nella seduta di giovedì 29 gennaio ha approvato un rapporto che consente ai dipendenti del Gruppo di utilizzare il TFR residuo per l’acquisto di azioni della Banca. E’ una decisione condivisa e anzi da noi più volte sollecitata, in quanto consente ai lavoratori di poter usufruire a questo scopo di una quota di salario differito altrimenti utilizzabile solo per i fini previsti dalla legge.” Letto e sottoscritto: i sindacati del Monte Paschi Siena.

Sarebbe questa la giusta risposta alle attenzioni mediatiche strumentali ed interessate? Meglio per i fini del Monte Paschi che per quelli previsti dalla legge? Un’ultima domanda: quanti lavoratori in difficoltà finanziaria si precipiteranno a dare fondo alla liquidazione per comprare a 1,15 e magari rivendere a 1 euro ( o anche, chissà, a 0,50) per poter estinguere comunque il proprio debito con la Banca? Est modus in rebus e purtroppo siamo anche in tempi un pò sospetti. But the show goes on.