Ma il peggio non era passato?

Marchionne, al Salone dell’Auto di Francoforte, ha auspicato che gli incentivi all’auto vengano rinnovati anche nel 2010 «per il bene del Paese, altrimenti sarebbe disastroso».

Non c’è mai limite al peggio, in tutti i sensi, soprattutto quando la socializzazione delle perdite viene chiamata “bene del Paese”. Uno spunto di riflessione per tutti quelli che “ne usciremo meglio degli altri”.

Incentivi da rottamare

A guardarli bene i risultati del programma di incentivi alla rottamazione che negli Stati Uniti chiamano ‘cash-for-clunkers’ (spesi oltre 3 miliardi di dollari dei contribuenti) non hanno risollevato le sorti del mercato americano dell’auto. Anzi per i due giganti di Detroit, General Motors e Chrysler, sono stati abbastanza deludenti.

Infatti la GM, superata dalla Toyota, si è guadagnata il 17,6% dei 690.100 veicoli venduti sotto il programma, mentre la Chrysler, superata anche da Nissan e Hyundai, ha ottenuto appena il 6.6% di vendite. Dato ancor più sconfortante se consideriamo che la quota di mercato della GM nei primi sette mesi del 2009 era stata del 19,6 per cento e per la Chrysler del 9,6%. Insomma chi ha pensato bene di cambiare la propria vecchia macchina utilizzando fino a 4.500 dollari di incentivi – presi dalle tasche di altri contribuenti americani – ha preferito, segno dei tempi che cambiano, le più piccole, economiche ed ecologiche auto giapponesi e coreane.

Inoltre stanno già emergendo segnali che le vendite complessive torneranno giù decisamente, ora che gli incentivi sono finiti. Jeremy Anwyl, chief executive di Edmunds.com, un servizio online che fornisce i prezzi delle auto, ha dichiarato al Financial Times che il ‘Cash-for-clunkers’ ha alterato il mercato in modo da far respirare l’industria per quattro settimane. Ora inizia il tempo di pagarne lo scotto: secondo Edmunds, basandosi sulle visite al suo sito, l’intenzione d’acquisto è andata giù dell’11% dalla media di Giugno, prima che iniziasse il programma ‘cash-for-clunkers’.

Tutto già visto e previsto: gli incentivi alla rottamazione sono pannicelli e acqua calda i cui risultati possono esaltare solo gli ottimisti di professione, perchè anticipano e concentrano in un breve periodo gli acquisti che altrimenti verrebbero rimandati di mesi ma non fanno terminare lo sciopero dei consumatori. Ora non resta che aspettare di vedere quanto ha inciso il cash-for-clunkers sulle future vendite. Non occorre essere profeti di sventura per intuire che probabilmente l’industria dell’auto conoscerà da Settembre il peggiore ciclo di vendite dopo la crisi dei primi anni ’70.

Desperados

Per la prima volta dal dicembre 2007, segno positivo per le immatricolazioni di auto in Italia, che a marzo hanno fatto registrare un +0,24% annuo (214.218 auto). L’inversione di tendenza è diretta conseguenza dagli incentivi alla rottamazione messi in campo dall’esecutivo per rilanciare il comparto (e del fatto che il marzo 2009 ha due giorni lavorativi in più rispetto allo stesso mese 2008). Nei primi tre mesi del 2009 il saldo è negativo del 19,13% rispetto al 2008.

Esultano la sparuta pattuglia degli inguaribili ottimisti ed il governo. Sì, il paziente si è aggravato ma ha socchiuso un occhio!