25 Luglio

La storia si ripete sempre due volte:
la prima volta come tragedia,
la seconda come farsa. (Karl Marx)

Nel giorno in cui dettava a Mavalà una vana controffensiva, persino il fido Gianni Letta l’abbandonava firmando un articolo su “moralità e crisi sociale” per l’Osservatore Romano.

Scrive Concita De Gregorio su l’Unità:

…non è per la dissennata politica economica, il lavoro che manca, la crisi, non per le leggi scritte su misura per garantirsi l’impunità, per le ronde e per i bavagli alla giustizia e ai giornali, per la corruzione eletta da anni a sistema. No. È per un giro di minorenni e di prostitute da catalogo, alla fine, che il sistema si sfarina.

Già, là dove tutto e tutti fallirono potè l’uccello. Il re è nudo, solo, con la cannuccia in mano. Si avvicina il 25 luglio. E ora, chi sarà il nuovo Badoglio?

La pace tra papi e Gheddafi

Si fa un gran discutere di questa visita in Italia del dittatore libico, accolto con tutti gli onori dal nostro governo, ennesima occasione per coprirci di vergogna con il resto del mondo, il torcicollo del premier, la laurea ad honorem in quel di Sassari, tenda a Villa Pamphili, lezione alla Sapienza, diritti umani calpestati, respingimenti e via argomentando per alzare un polverone e non parlare di quello che è il nocciolo di tutto l’affaire. E il premier ringrazia per la cortina fumogena.

Già, perchè Berlusconi per fare la pace con Gheddafi spende 5 miliardi di dollari (dei contribuenti) e dirotta parte di questi soldi ai suoi amici di Impregilo (Benetton, Ligresti e Gavio) facendogli costruire un’autostrada in Libia. Per chi l’avesse dimenticato i magnifici 3 sono tra i patrioti, amici di Berlusconi, che hanno “salvato” Alitalia con un modico esborso e facendo un affare d’oro. Parte del costo viene finanziato tassando i profitti dell’Eni (che si rifà ovviamente sui consumatori) e permettendo a Gheddafi di comprarsi il 10% dell’ente petrolifero a prezzi stracciati.

In conclusione, ai 4 miliardi che ci è costata Alitalia per regalarla ai patrioti dovete aggiungere i 5 miliardi dell’operazione Gheddafi che finiranno in buona parte sempre nelle tasche degli stessi patrioti, più aggiungetici la benzina e fate di conto. Uno scandalo? Suvvia, è il mercato bellezza e tu non puoi farci niente!

Papi crociere

Dopo il campeggio sul Gran Sasso e le vacanza al mare, Berlusconi promette ai terremotati una crociera in Mediterraneo. Gli abruzzesi saranno forti e gentili, ma fessi no di certo.

I senza testa

I cinque figli di Berlusconi, di primo e secondo letto, scendono in campo indignati per le parole di Franceschini che richiamano alla mente un rozzo slogan in voga nelle campagne elettorali americane del secolo scorso (“comprereste una macchina usata da quest’uomo?”).

“Non tutto – affermano in una nota – si può sottoporre ad un sondaggio. Alla domanda se un padre sia capace ad educare un figlio gli unici in grado di rispondere sono i figli stessi. La politica non dovrebbe sconfinare in giudizi relativi al ruolo di padre, che con la politica nulla hanno a che vedere.”

Con il che anche “Papi” e i suoi sondaggi sono serviti. Ma, al di la del dubbio gusto di Franceschini, viene da chiedersi: allora perchè i cinque rampolli non protestano quando Papi giura e spergiura a ogni piè sospinto sulla testa dei suoi figli?