Incentivi da rottamare

A guardarli bene i risultati del programma di incentivi alla rottamazione che negli Stati Uniti chiamano ‘cash-for-clunkers’ (spesi oltre 3 miliardi di dollari dei contribuenti) non hanno risollevato le sorti del mercato americano dell’auto. Anzi per i due giganti di Detroit, General Motors e Chrysler, sono stati abbastanza deludenti.

Infatti la GM, superata dalla Toyota, si è guadagnata il 17,6% dei 690.100 veicoli venduti sotto il programma, mentre la Chrysler, superata anche da Nissan e Hyundai, ha ottenuto appena il 6.6% di vendite. Dato ancor più sconfortante se consideriamo che la quota di mercato della GM nei primi sette mesi del 2009 era stata del 19,6 per cento e per la Chrysler del 9,6%. Insomma chi ha pensato bene di cambiare la propria vecchia macchina utilizzando fino a 4.500 dollari di incentivi – presi dalle tasche di altri contribuenti americani – ha preferito, segno dei tempi che cambiano, le più piccole, economiche ed ecologiche auto giapponesi e coreane.

Inoltre stanno già emergendo segnali che le vendite complessive torneranno giù decisamente, ora che gli incentivi sono finiti. Jeremy Anwyl, chief executive di Edmunds.com, un servizio online che fornisce i prezzi delle auto, ha dichiarato al Financial Times che il ‘Cash-for-clunkers’ ha alterato il mercato in modo da far respirare l’industria per quattro settimane. Ora inizia il tempo di pagarne lo scotto: secondo Edmunds, basandosi sulle visite al suo sito, l’intenzione d’acquisto è andata giù dell’11% dalla media di Giugno, prima che iniziasse il programma ‘cash-for-clunkers’.

Tutto già visto e previsto: gli incentivi alla rottamazione sono pannicelli e acqua calda i cui risultati possono esaltare solo gli ottimisti di professione, perchè anticipano e concentrano in un breve periodo gli acquisti che altrimenti verrebbero rimandati di mesi ma non fanno terminare lo sciopero dei consumatori. Ora non resta che aspettare di vedere quanto ha inciso il cash-for-clunkers sulle future vendite. Non occorre essere profeti di sventura per intuire che probabilmente l’industria dell’auto conoscerà da Settembre il peggiore ciclo di vendite dopo la crisi dei primi anni ’70.

Non dire gatto finchè non l’hai nel sacco

Continua a crescere il tasso di insolvenza sui mutui casa. Secondo Equifax credit bureau nel mese di luglio le insolvenze sono passate dal 7,23 per cento di giugno al 7,32. I dati di Equifax non sono comparabili con quelli della MBA diffusi pochi giorni fa e relativi al secondo trimestre ma indicano comunque una tendenza alla crescita delle insolvenze, il cui picco è previsto per la fine del 2010 e soprattutto…

Rising unemployment continues to make more Americans miss their mortgage payments, a negative sign for the U.S. housing market that has lately enjoyed strong data on sales, prices and mortgage applications.

Già, la crescente disoccupazione fa saltare il pagamento delle rate di mutuo di un numero sempre maggiore di americani, un segno negativo per il mercato immobiliare che pure ultimamente aveva festeggiato per i buoni dati su vendite, prezzi e richieste di mutuo.

Fed e governo americani hanno inondato il sistema con migliaia di miliardi di dollari, e come loro più silenziosamente l’hanno fatto quasi tutti (non certo l’Italia dove a quanto pare si è scelto il decorso naturale della malattia fino al suo stadio finale…) i maggiori paesi industrializzati della terra, ma l’unico effetto sortito è stato quello di provocare un’erezione al moribondo e l’ennesima bolla dei mercati azionari, dove si sono riversati i fiumi di liquidità a basso costo nelle mani di banche e istituzioni finanziarie. L’economia vera ha tratto beneficio solo dal ciclo delle scorte di magazzino e degli incentivi a termine erogati dai governi (vedi a fondo pagina la tabella relativa agli incentivi alla rottamazione negli Stati Uniti), non certo da una impossibile ritorno dei consumi.

Sono infatti questi due ultimi elementi (ciclo scorte e incentivi) ad aver provocato quei segnali di ripresa e di crescita dei PIL di alcuni paesi che fa gridare a tutti gli imbecilli che il peggio è passato e stiamo uscendo dalla crisi. Ma se depurassimo i dati positivi dagli aiuti e dagli stimoli governativi ci renderemmo conto che non ci troviamo di fronte a una ripresa sostenibile. Cosa succederà a settembre quando i deboli effetti degli stimoli termineranno? Se continua la crescita della disoccupazione e della povertà, e continuerà anche nel 2010, come è pensabile che riprenda quel circolo virtuoso(?) che possa smaltire la sovraproduzione mondiale? No, il peggio deve ancora arrivare se ci si limita solo a drogare un sistema che dovrebbe invece cambiare dalle fondamenta.

NOTA: Le colonne sono selezionabili – clicca sulle colonna di testa: State (include distretti e territori), Clunker dollars (dollari erogati per la rottamazione), Population, Dollars per person

http://cr4re.com/clunker.html