Liberal e caporali

I luddisti americani di sinistra che abbattono statue, come simboli di un passato che non conoscono neanche tanto bene, in fondo non fanno un gran danno: la storia degli Stati Uniti non è poi così importante quanto la Stele di Rosetta.

 

Quello che preoccupa invece è la teoria di Don Lemon e dei suoi compagni di merende in CNN che il nazismo e il comunismo non sono le due facce di una stessa medaglia.

 

Forse ignora che Hitler uccise almeno 5 milioni di ebrei, zingari e omosessuali, ma baffone Stalin, nello stesso periodo di tempo, in nome della rivoluzione, della giustizia sociale e della democrazia dei soviet riuscì ad eliminare almeno altri 20 milioni di ebrei, zingari, omosessuali, controrivoluzionari, dissidenti, credenti di ogni religione e chiunque potesse costituire, anche solo potenzialmente, una voce critica del regime “democratico”.

Lanzichenecchi

I sedicenti antiprotestatari pagati da Hillary Clinton e George Soros sono scesi Sabato in piazza a Boston per denunciare e lottare contro la supremazia razziale dei bianchi.

 

Curioso che nonostante la presenza dei Black Lives Matter e altre decine di gruppi che si rifanno alle lotte civili e pacifiche dei neri, comunque le loro manifestazioni siano regolarmente composte in maggioranza da bianchi, molti dei quali violenti e intolleranti.

 

La loro marcia, mantenuta “pacifica” da centinaia di agenti di polizia e dell’FBI, ha riempito i Parchi di Boston di lanzichenecchi, che, al tramonto, si sono lasciati dietro i tradizionali bivacchi, gli attacchi alla polizia e tonnellate di spazzatura a carico dei contribuenti.

 

Nelle loro prossime imprese metteranno a frutto l’esempio di chi voleva costruire Utopia distruggendo il proprio passato: Hitler, Stalin, PolPot. Forse continueranno ad abbattere le statue dei padri fondatori per poi dare alle fiamme i libri e cancellare ogni cultura che non sia quella della violenza e della barbarie.

“Talvolta pochi uccelli, un cavallo, salvarono le rovine di un anfiteatro.”