Piraña

Si sono avventati sulla preda come famelici piraña a digiuno da mesi, materializzando le più scombussolate e deliranti visioni di complotti e messe in stato di accusa (impeachment). Per cosa? Per il nulla, il niente, un buco nero dove si sono riversati urlando e agitandosi elettrizzati dalla novità di avere una dichiarazione di colpevolezza da parte del più compromesso nella indagine sulle collusioni di “Russia connection”, il generale Michael Flynn.

 

In realtà si tratta di un brodino riscaldato, l’ammissione di colpevolezza per aver mentito alla FBI. Cosa risaputa sin dal Febbraio di quest’anno, quando Sally Yates, nelle sue funzioni di Procuratore Federale della Casa Bianca, avvertì il Presidente Trump che Michael Flynn aveva ingannato il team di transizione e gli investigatori non dicendo la verità sulla vera natura delle sue comunicazioni con l’ambasciatore russo.

 

La verità è che questa investigazione non ha portato e non porterà da nessuna parte. Non esiste il delitto, quindi non ci sono evidenze di colpevolezza se non in alcuni casi che hanno portato alla scoperta di altri singoli e differenti criminali comportamenti, come evasione fiscale e riciclaggio, che nulla hanno a che vedere con questa investigazione sulle “collusioni”.

 

I media-stream rischiano la morte per asfissia. Solo il 20% degli americani crede che dicano la verità. Ora arrivano anche le sospensioni di giornalisti che fabbricano “fake news”. Il giornalismo sembra finito nella partigianeria e nel controllo assoluto da parte della sinistra. Sapete come è andata a finire con quel guardiano di pecore che gridava “al lupo, al lupo”.

il Signore sì che se ne intende!

Robert Mueller, l’investigatore speciale che indaga sulla Casa Bianca,  è all’ultima spiaggia. Non avendo la minima evidenza o prova di un ipotetico reato che nemmeno esiste nelle leggi americane, usa il ricatto mafioso o i sistemi della gestapo, se preferite, per ottenere qualche risultato nella sua inchiesta sulle presunte interferenze russe nelle elezioni americane.

 

Se tu non confessi quello che voglio io, ti accuserò di un reato per cui potresti avere l’ergastolo. Se tu non parli e confessi di aver rubato delle mele ti accuserò di tali e tanti reati che per qualcuno sarai condannato. Questa la tecnica che spesso ha successo per prendere altri pesci nella rete. Tecnica che Mueller sta usando con Michael Flynn, ex security adviser, e suo figlio, paventando loro l’accusa di rapimento di un ecclesiastico turco rifugiato negli Stati Uniti e per il quale Erdogan avrebbe offerto ai Flynn 15 milioni di dollari per la sua deportazione in Turchia.

 

Ovviamente l’ecclesiastico non è stato rapito ed è protetto adeguatamente dall’amministrazione Trump, i Flynn non hanno mai accarezzato l’idea di accettare un’ offerta simile e il Presidente turco probabilmente di farla, disponendo di altre armi “legali” per fare pressioni sull’amministrazione federale e sul Congresso. Ma Flynn è preoccupato soprattutto per il figlio che rischia comunque qualche anno di galera e potrebbe arrendersi al ricatto di questo superpoliziotto che non risponde a nessuno del suo operato.

 

Intanto i media americani vanno avanti nelle prove generali del nuovo maccartismo e della caccia alle streghe affinando i loro metodi e sistemi di distruzione di massa attraverso la diffamazione o diffondendo direttamente false news. Il loro target, qualche candidato repubblicano, per bilanciare gli ultimi scandali sessuali che hanno visto come protagonisti dei democratici. Tutti i repubblicani sono diventati pedofili e naturalmente, meglio un democratico molestatore sessuale che un repubblicano pedofilo.

 

Se non l’avete ancora capito i fascisti qui sono i liberal-democratici che vogliono imporre agli americani un modello che è stato sconfitto alle elezioni: una società assistenzialista governata dalla retorica, dalla demagogia e dalla violenza delle minoranze, manipolata dai servizi segreti, i media, i giudici di sinistra. E i Repubblicani? Se la fanno addosso.