Un ministro mite

Non c’è solo Repubblica a porre domande indiscrete al nostro premier. Addirittura il Financial Times gli dedica un editoriale in prima pagina descrivendolo come “un pericolo” per l’Italia anche se “chiaramente non è un altro Mussolini: ha squadre di veline, non di camicie nere”.

Il pericolo rappresentato da Berlusconi, dice il quotidiano finanziario, è di “svuotare i media di serio contenuto politico, rimpiazzandolo con l’intrattenimento, di demonizzare i nemici e rifiutare di accettare la legittimazione di ogni critica indipendente”.

Un esempio in tal senso l’abbiamo avuto ieri nella trasmissione “Ballarò” dal “mite” ministro Bondi e dal giornalista “indipendente” Belpietro dal quale abbiamo anche appreso che Ferruccio De Bortoli è un giornalista pagato da Bazoli (Banca Intesa) “noto acerrimo nemico di Berlusconi”. Purtroppo il video non ci mostra la parte di trasmissione in cui Bondi afferma che “l’Italia ha saputo reagire meglio di altri alla crisi internazionale”. Probabilmente anche Bondi deve aver frequentato i corsi accelerati per veline organizzati dal suo collega Brunetta.

Premio di consolazione

Royal Bank of Scotland ha molte ragioni di doversi pentire per la sua partecipazione all’offerta da 71 miliardi di euro per lo “spezzatino” di ABN Amro nel 2007. Quell’operazione infatti ha contribuito non poco a creare il buco di 26 miliardi di euro di perdite nel 2008, il peggior risultato nella storia finanziaria della Gran Bretagna.

Oggi però può consolarsi, se vale qualcosa, con la medaglia d’argento, dietro Goldman Sachs, e il primo posto in Europa, nel Premio (vedi classifica) che ogni anno il Financial Times assegna ai broker le cui raccomandazioni “buy”, “hold” e “sell” siano risultate le più redditizie, grazie proprio, ironia della sorte, ai consigli offerti alla propria clientela dal team della divisione titoli di ABN Amro nel corso del 2008.

Il senno di poi

“Guardando indietro, sarebbe stato meglio che durante il culmine del boom del mercato azionario i banchieri avessero ricevuto pingui premi per il fallimento piuttosto che per il successo delle loro scalate bancarie”, scrive il Financial Times.

Barclays, for example, must still be thanking its lucky stars for not pulling off its proposed acquisition of ABN Amro. As for Royal Bank of Scotland, its former chairman admitted this week that its successful takeover of the Dutch bank in partnership with Fortis and Santander had been a huge mistake. Fortis too has had to pay a colossal price for its ABN adventure. Only the Spanish bank ultimately managed to profit from the transaction.

Sì, Barclays ancora ringrazia la sua buona stella per l’insuccesso della sua offerta per ABN Amro, mentre l’ex chairman di Royal Bank of Scotland questa settimana ha ammesso che la sua vittoriosa scalata in partnership con Fortis e Santander alla banca olandese è stata un grande errore. Anche Fortis ha pagato un prezzo colossale per la sua avventura con ABN Amro. In definitiva solo Santander è riuscita a ricavare un profitto dall’operazione.

Ricordo sempre quando le tre banche, per giustificare la loro offerta stratosferica, parlavano di scelta “strategica”. Oggi, come ieri, c’è ancora qualcuno che parla di scelta “strategica”. A quanto pare, la Storia a volte si ripete, ma spesso sotto forma di farsa.

Rimetti a noi i nostri debiti

Indovinate quale titolo bancario sta colando a picco in borsa, viaggiando verso la fatidica quota 1 euro. In questo momento il titolo ha raggiunto il suo minimo storico a 1,11 euro. Per capitalizzazione il MPS, si avete indovinato di quale banca parlavo, oggi vale poco meno di 6,1 miliardi di euro.

E nemmeno 9 mesi fa aveva comprato una banca da mille sportelli ed in rosso, spendendo l’incredibile cifra di 9 miliardi. Pensate, oggi, chi avesse i soldi e volesse correre il rischio di fare shopping potrebbe comprarsi un gigante come Citigroup che in borsa vale poco più di 15 miliardi di dollari, ma conta su più di 200 milioni di clienti e 12.000 sportelli sparsi in 107 paesi del mondo.

Ma non è finita qui, perche volente o nolente il MPS sarà costretto a chiedere almeno 3miliardi in prestito a Tremonti per rientrare nei parametri di patrimonializzazione. Quei soldi costeranno interessi altissimi e andranno restituiti. Qualcuno ha idea di come, se ancora non si vede nessuno spiraglio di uscita dalla crisi finanziaria?

Non rimane che aggrapparsi all’ ironico suggerimento di Niall Ferguson, sul Financial Times, di ricorrere ad un Giubileo che, nella sua accezione biblica, prevedeva, ogni 50 anni, una generale cancellazione dei debiti, soluzione che potrebbe essere applicata con successo anche alla tempesta perfetta e al problema del debito pubblico, se tutti fossero inverosimilmente d’accordo.