Fischi per fiaschi

Simpatico siparietto tra Paul Kedrosky e Barry Ritholtz.

Paul Kedrosky esprime in questo post il suo ricorrente disagio di fronte agli esercizi del tipo “stabiliamo il valore della cosa X espresso in termini di un bene Y” (provocatoriamente esclama “fissiamo allora il prezzo degli yo-yo in manguste!”). “Se supponessimo di fissare un prezzo di X in un bene Y, X sarebbe prezzato nel bene Y, ma questo non è poi di così grande utilità”, dice Kedrosky, fornendo un grafico che misura l’indice Dow Jones in oro a partire dal 1900.

Gli risponde a stretto giro di posta Barry Ritholtz con un grafico del prezzo dell’oro espresso in …oro. La cosa è terribilmente sospetta, dice fra sè e sè Kedrosky: ci deve essere qualcosa di oltraggioso in questo grafico, ma dove?

Una ricorrenza dimenticata

Il grande mercato toro raggiunse il suo picco 80 anni fa – ieri -, il 3 Settembre 1929. Il Dow Jones chiuse a 381.17. Il crollo non arrivò fino ad Ottobre. Tre anni più tardi, il Dow Jones era giù a 41.22 e non recuperò il suo massimo fino al 23 Novembre del 1954.

Banche zombie

A sorpresa, ma non tanto, Citigroup viene eliminata dal Dow Jones insieme alla General Motors. Se per GM la fuoruscita per bancarotta è automatica, come da regolamento del listino che comprende le prime 30 società quotate a Wall Street, per Citigroup la spiegazione è più paludata:

Citigroup is being removed as “the bank is in the midst of a substantial restructuring which will see the government with a large and ongoing stake,” said Dow Jones Editor in Chief Robert Thomson. “We genuinely hope that once the bank has refashioned itself that we will again be able to consider it for inclusion. Citigroup is a renowned institution, not only in this country, but around the world.”

Già, Citi è nel bel mezzo di un riassetto che vedrà una larga e crescente partecipazione del governo e a completamento del quale il governo stesso avrà in mano più di un terzo del gruppo. Ironia della sorte Citi viene sostituita dalla stessa compagnia di assicurazioni, la Travelers’, che proprio sette anni fa era stata messa fuori dal Dow Jones per fare posto a Citi.

Se qualcuno aveva ancora qualche dubbio o faceva finta di non capirlo, Citi era già fallita e nazionalizzata da tempo. Stessa sorte è già toccata alle altre big del credito e alla AIG, ma non ditelo al mercato.