Panico

Il panico è dilagato oggi tra i democratici americani e i loro media, CNN in prima fila, quando qualche fonte anonima ha messo in giro la voce che il Presidente Trump impedirà a James Comey, già licenziato da Trump, di testimoniare davanti alla Commissione “Intelligence” del Senato invocando il “privilegio esecutivo”.

Il Presidente degli Stati Uniti può utilizzare il “privilegio esecutivo” per trattenere documenti o per impedire ai membri del ramo esecutivo di testimoniare e i democratici hanno perso il controllo, terrorizzati dalla prospettiva di essere derubati del grande evento previsto per il prossimo Giovedì, la testimonianza appunto dell’ex direttore dell’FBI. Forse, questa volta, la fonte anonima è Trump stesso che si diverte a giocare come il gatto con i topi. Un fiume in piena di chiacchiere ha tracimato gli argini della decenza, per una fake new. Una notizia chiaramente falsa perchè Trump VUOLE che Comey testimoni e risponda ad alcune domande, che cercherò di scrivere domani.

Per ora mi limito a smentire quello che hanno detto tutti i democratici in televisione. Che Trump sarebbe in buona compagnia se usasse questo privilegio: solo il Presidente Nixon osò invocare il privilegio esecutivo per salvare se stesso. Falso.

Bill Clinton è stato il primo presidente a invocare il “privilegio esecutivo”, addirittura   senza emettere un ordine scritto. Il Presidente Clinton, ha usato questo privilegio 14 volte, anche per evitare di dover testimoniare sul suo coinvolgimento nello scandalo Whitewater nel 1995. La richiesta fatta da Clinton fu respinta da un giudice federale tre anni più tardi, quando cercò di evitare di far testimoniare gli advisor della Casa Bianca sulla sua relazione con Monica Lewinsky.

I soliti noti

James R. Clapper, ex direttore della National Intelligence, ha dichiarato questa mattina di giudicare il licenziamento del direttore dell’FBI, James Comey, molto inquietante e che il sistema di pesi e contrappesi in vigore nel paese sono “sotto attacco” da parte del Presidente Trump.

Ora tutti conoscono Cappler e sanno che forse, dopo crooked Hillary è il più famoso bugiardo degli Stati Uniti, essendo stato preso con le dita nella marmellata quando nel 2013, sotto giuramento, negò di aver registrato milioni di telefonate degli americani.

Giusto fino a due giorni fa affermava che non erano state trovate evidenze di un coordinamento tra i russi e Trump per vincere le elezioni americane. Ora, improvvisamente, fa questa gravissima dichiarazione con la quale accusa i russi di aver condotto un attacco vincente contro gli Stati Uniti e Trump di essere un pericolo per le istituzioni.

Evidentemente dal quartier generale dal quale anche lui prendeva gli ordini prima di andare in pensione è partito l’ultimo disperato tentativo di fermare la verità. Ormai solo i democratici fanno finta di non saperlo, ma la loro inchiesta è finita nella spazzatura. L’America ora vuol sapere della banda dei sette.