Pocahontas

C’è chi non ha mai rivelato le proprie origini ancestrali perchè altrimenti non avrebbe potuto governare, e chi le rivela per ottenere lo stesso risultato. Haugh!

Quando il potere logora chi non ce l’ha

Il ritorno di Obama segna il punto più basso dell’identità del Partito Democratico, che aldilà della resistenza, dell’ostruzionismo, dell’opposizione cieca, bugiarda e autolesionista non ha saputo andare, lasciando sul campo di battaglia un unico vincitore, il Presidente Trump, anche se ogni giorno, come disperati, i sedicenti liberaldemocratici cercano di usare altra benzina da buttare sul fuoco, nella speranza di alimentare una opposizione senza quartiere.

 

Ogni giorno i pundit dei media rinnovano la speranza di vedere il Presidente nella polvere facendosi cullare dalla speranza di un suo passo falso, riciclando vecchie storie usurate, alimentando una continua caccia alle streghe. Anche il ritorno di Obama non aiuta il recupero della lucidità da parte dei democratici ed alimenta la divisione interna del partito. Si intravedono tempi bui ed elezioni a medio termine i cui risultati saranno ben diversi da quelli sperati.

 

Non ci credete? Pensate che lo Speciale Counsel, Robert Mueller, sistemerà le cose a favore dei democratici? Lasciate ogni speranza voi che entrate: l’inchiesta sulle collusioni con i russi è a un vicolo cieco e la ruota della fortuna cambierà direzione.

Parenthood

Che fine hanno fatto i democratici che si strappavano le vesti piangendo lacrime di coccodrillo per la separazione forzata dei bambini dai loro genitori, entrati illegalmente negli Stati Uniti e arrestati?

 

Perchè non dicono neppure una parola sugli aborti di neonati al nono mese di vita, uccisi vivi, dopo essere nati, da una legge voluta e difesa da questi mostri di ipocrisia? Questi neonati sono forse figli di un Dio minore?

La caduta dell’ ultimo Impero

Mentre il Partito democratico cambia il pelo ma non il vizio, aprendo a socialisti e comunisti spazi e posti alle elezioni di medio termine e spingendo frange di liberal-democratici verso programmi estremisti o forse, solo all’ apparenza estremisti, per coprire l’assenza di programmi e politiche che negli ultimi due anni si sono ridotti alla semplice resistenza  a Trump e al trumpismo.

 

Trump, invece, sta ottenendo risultati spettacolari sul fronte dell’economia: milioni di nuovi posti di lavoro, tagli delle tasse, disoccupazione a livelli minimi mai raggiunti prima, Prodotto Interno Lordo al 4,1%, mentre nel contempo con quella che sembrava una follia a tanti economisti di scuola ortodossa, la guerra delle tariffe, ha messo in difficoltà soprattutto la Cina, strozzando i  commerci  di Pechino e creando le premesse per una resa incondizionata del suo amico Xi.

 

Nelle strade o sotto i balconi del potere crescono la tensione e la violenza. Ognuno fa la sua parte, mentendo, pianificando una strategia di continui attacchi e oltraggiosi insulti al Presidente, teorizzando e augurandosi la fine del “tiranno” attraverso la giustizia sommaria dello Speciale Counsel oppure la violenza della sua eliminazione fisica. La Costituzione sembra diventata una coperta stracciata che ognuno tira nella sua direzione per coprire le proprie vergogne.

 

Sarebbe davvero un’ironia della sorte vedere, dopo decenni di guerra al comunismo, la resa degli Stati Uniti all’ideologia dei soviet. Impresa possibile, con milioni di giovani del “millennio” che ignorano la storia e vogliono riscriverla al grido di “tutto subito e gratis”. Non  è un caso che cinquantanni prima Mao Tze Tung la chiamasse “La grande Rivoluzione Culturale”.

 

 

La caduta dell’impero

I liberal-democratici sono sempre più confusi e nel caos. Ormai sono solo dei pupazzetti che Trump si diverte a far reagire come vuole lui. Sopravvivono solo nella speranza dell’intervento taumaturgico del super magistrato Robert Mueller, convivendo con l’incubo di essere risvegliati da Rudy Giuliani, masticati e inghiottiti dalle sue dentiere.

 

I liberal-democratici non sanno di essere sullo stage di un reality in cui c’è di tutto: dalle porno-dive ai senatori in mutande, dai faccendieri compagni di merende ai fabbricanti di menzogne, dai macartisti sopravvissuti alla fine della guerra fredda ai servizi segreti che confezionano salaci dossier e prove false per distruggere il Presidente.

 

Il Titanic sta affondando, ma nessuno si preoccupa realmente: ognuno ha la sua parte nella commedia e nell’arte di arrangiarsi gli americani hanno superato anche gli italiani. Ma in fondo al tunnel non c’è l’uscita dall’inferno. C’è solo la caduta di un impero, la fine di un sogno, il muro del pianto.