Sabbie mobili

Chuck Schumer e Nancy Pelosi hanno fatto la scelta più sbagliata che avrebbero potuto fare i due portavoci democratici ormai in  attesa solo del pensionamento: spegnere il governo federale dimostrando di avere a cuore la situazione degli immigrati illegali più della sicurezza dei cittadini americani.

 

Gli americani hanno la memoria lunga e quando a novembre voteranno per reintegrare quella quarantina di deputati e senatori che lasciano Capitol Hill per raggiunti limiti di età o per aver molestato sessualmente impiegate e colleghe,  si ricorderanno di questo shutdown e puniranno senza pietà gli autori di questo “casino”.

 

Intanto i democratici ballano mentre la nave affonda lentamente nelle sabbie mobili. E questa settimana dovrebbero diventare pubblici i rapporti FBI con i quali vengono svelati i trucchetti e i trabocchetti con cui è stata manipolata e usata, non rispettando la legge e i diritti costituzionali, la sorveglianza dei membri del team Trump, ordinata dall’amministrazione Obama.

 

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La dentiera di Trump

 

I democratici si rassegnino: Donald Trump ha una salute di ferro e una completa stabilità mentale. Questo il risultato del check-in cui si è sottoposto il Presidente.

 

Nel complesso Trump ha una salute eccellente, continuando a godere, come affermato dal Dr. Ronny Jackson nel suo briefing con i reporters della Casa Bianca, degli effetti positivi di lungo termine che derivano da una vita di astinenza dal tabacco e dall’alcohol.

 

Pundit e panels televisivi ci sono rimasti di m***a, tentando di tutto per strappare al fisiologo qualche ammissione, ma non sono andati oltre una meschina figura, arrivando a chiedere se il Presidente facesse uso di droghe, se fosse ancora sessualmente attivo, se fosse in grado di ricevere un secondo mandato presidenziale e, dulcis in fundo, se portasse la dentiera.

 

Certo, di legno, come quella di Abramo Lincoln.

 

 

 

Fuoco e Fiamme, Gossip e Moralismo: condannati ad essere governati da Hollywood e Facebook?

Come dovrebbe rispondere il Presidente Trump a rocket-man Kim Jong Un che minaccia l’olocausto nucleare con la semplice pressione del suo grasso dito su un bottone rosso della sua scrivania? Noi non abbiamo dubbi: come ha fatto Trump, trattandolo come il Dottor Stranamore.

 

Che qualcuno spieghi a questo sociopatico che il Presidente ha un bottone più rosso, più grosso e che funziona meglio del suo! Per due giorni i pundit dei media americani hanno discusso su questa esternazione presidenziale sottolineando quanto sia pericoloso, infantile e narcisistico il Presidente.

 

Infine, quando sembravano ormai a corto di argomenti, i vari panel che imperversano su tutti i canali televisivi, hanno trovato le galline (due) dalle uova d’oro: Michael Wolff, con il suo “libro” Fire and Fury, e Oprah Winfrey, che ha quasi annunciato la sua candidatura a Presidente degli Stati Uniti nelle elezioni del 2020.

 

Basandosi su un genere di fantascienza-horror , il sempreincercadiguai Michael Wolff, ha riportato quello che pensano, secondo lui, gli uomini e le donne del Presidente… del Presidente. Ebbene, il 100% dei collaboratori del Presidente  pensano tutti, al 100 per 100, rimarca Wolff, che Trump è uno psicopatico, imbecille, ignorante, collerico, instabile, privo di interessi, depresso, e così via, in una spirale senza fine. Continue reading “Fuoco e Fiamme, Gossip e Moralismo: condannati ad essere governati da Hollywood e Facebook?”

Grande Giornalismo

L’ultimo dell”anno, nel corso della trasmissione della CNN “Alla vigilia del Nuovo Anno”, Brook Baldwin si è vantata di avere le palle più grandi di quelle di Don Lemon.  “A proposito,” dice Brooke Baldwin a un ubriaco Lemon che lancia perline a New Orleans, “le mie palle sono più grandi delle tue palle.”

 

Io non ho dubbi su questa affermazione, non avendoli neppure Don Lemon, che risponde con un “Probabilmente”, ma mi chiedo per quale motivo la CNN tolleri che i propri giornalisti vadano in giro ubriachi, con al collo collanine di perline, danzando con un parasole riesumato dall’ultimo Gay Pride Day. Una mela è una mela, ma una banana rimane una banana, giusto?

Nozze Reali

Abbiamo appena finito di vedere la seconda stagione della Serie TV “The Crown” e ancora una volta siamo costretti a dire che la realtà ha superato la fantasia storica degli autori.

 

C’è grande imbarazzo alla Corte della Regina Elisabetta per il matrimonio del Principe Harry, ma non per la inconsueta scelta della sposa, bensì per la partecipazione di Barak Obama alle nozze.

 

Colpa del principino? No, colpa dell’ex Presidente degli Stati Uniti d’America che si è autoinvitato alle nozze non avendo ancora capito di essere un EX, appunto, e continua ancora a credere che la sua presenza nella Storia dell’umanità sia indispensabile e non debba avere limiti e confini.

 

Ma se Obama sta diventando un caso patologico, la vecchia Regina rimane vigile e attenta all’etichetta reale. Per questo ha chiesto ad Henry di ritirare l’invito ma nello stesso tempo non ha detto se inviterà Trump. Tempi difficili per le monarchie! Vedremo come farà la Regina d’Inghilterra a prendere due piccioni con una fava.

Marci e fasulli

Eventualmente, solo i media di sinistra, in America, hanno il diritto di criticare l’FBI. La CNN rilascia anche i permit.

il Canto delle Sirene

I democratici americani dicono quotidianamente di essere preoccupati che il Presidente Trump voglia licenziare in tronco l’investigatore speciale Robert Mueller che sta indagando sulle presunte collusioni tra il Presidente ed i russi.

 

Mueller non ha trovato nemmeno il lontano odore di un crimine collegato ai russi ma continua a cercare e probabilmente cercherebbe per decenni se non fosse fermato dalla sua venerabile età.

 

Comunque sia, Trump ha smentito parecchie volte di avere l’intenzione di licenziare Mueller: per quale ragione dovrebbe farlo se Mueller è pronto ad esonerarlo dall’indagine prima della sua conclusione come già fece l’amico Comey con la superprotetta Hillary Clinton? Pari opportunità.

 

O forse le sirene democratiche cantano per provocare una crisi costituzionale che nessuno, da queste parti, sa nemmeno di che si tratti?

 

I Cavalieri dell’Apocalisse

«In migliaia moriranno a causa dei tagli delle tasse. Sarà Armageddon, la fine del mondo». Questo il pacato e ponderato commento della leader del Partito democratico, Nancy Pelosi, sull’approvazione del più ampio taglio delle tasse mai realizzato nella storia degli Stati Uniti d’America. Un’altra vittoria del Presidente Donald Trump, con la quale si realizza una delle sue promesse più importanti fatte in campagna elettorale.

 

Intanto continua la caccia alle streghe con l’inchiesta “Russia collusion”. L’inchiesta, dopo un anno e mezzo, non ha trovato nemmeno una evidenza che provi le accuse dei democratici. Il tribunale speciale messo in piedi per eliminare Trump è quanto di più partigiano si potesse inventare. Alcuni suoi membri hanno anche partecipato all’inchiesta su Hillary Clinton, aiutandola ad evitare la messa sotto accusa per la vicenda dei server privati e delle trantamila email cancellate, esonerandola dal testimoniare sotto giuramento e assolvendola ancor prima di aver terminato l’inchiesta.

 

Ora Mueller e i compagni del quartierino si trovano di fronte ad un bivio: o continuare con l’inchiesta usando due pesi e due misure per Hillary e Trump e tutti i trucchi leciti e illeciti per estorcere qualsiasi tipo di confessione agli inquisiti ma con il rischio sempre più concreto di essere a loro volta accusati ed indagati, o chiudere rapidamente l’indagine, con una assoluzione generale. In entrambi i casi a vincere è sempre lui: Donald Trump.

 

 

Piraña

Si sono avventati sulla preda come famelici piraña a digiuno da mesi, materializzando le più scombussolate e deliranti visioni di complotti e messe in stato di accusa (impeachment). Per cosa? Per il nulla, il niente, un buco nero dove si sono riversati urlando e agitandosi elettrizzati dalla novità di avere una dichiarazione di colpevolezza da parte del più compromesso nella indagine sulle collusioni di “Russia connection”, il generale Michael Flynn.

 

In realtà si tratta di un brodino riscaldato, l’ammissione di colpevolezza per aver mentito alla FBI. Cosa risaputa sin dal Febbraio di quest’anno, quando Sally Yates, nelle sue funzioni di Procuratore Federale della Casa Bianca, avvertì il Presidente Trump che Michael Flynn aveva ingannato il team di transizione e gli investigatori non dicendo la verità sulla vera natura delle sue comunicazioni con l’ambasciatore russo.

 

La verità è che questa investigazione non ha portato e non porterà da nessuna parte. Non esiste il delitto, quindi non ci sono evidenze di colpevolezza se non in alcuni casi che hanno portato alla scoperta di altri singoli e differenti criminali comportamenti, come evasione fiscale e riciclaggio, che nulla hanno a che vedere con questa investigazione sulle “collusioni”.

 

I media-stream rischiano la morte per asfissia. Solo il 20% degli americani crede che dicano la verità. Ora arrivano anche le sospensioni di giornalisti che fabbricano “fake news”. Il giornalismo sembra finito nella partigianeria e nel controllo assoluto da parte della sinistra. Sapete come è andata a finire con quel guardiano di pecore che gridava “al lupo, al lupo”.