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Per un’ora d’amore

I democratici sono infuriati perchè hanno scoperto che Putin e Trump erano fianco a fianco durante la cena del recente G20 di Amburgo. I due hanno parlato fitto fitto per almeno un’ora, dicono le solite fonti anonime. Uno scandalo e un crimine equiparabile all’alto tradimento.

 

Quando i democratici scopriranno che i due avevano anche camere contigue  e un balcone in comune, sarà un meltdown completo.

 

Comunque sia, cari liberal-democratic-fascists, possibile che la vostra sindrome da post sconfitta elettorale, invece di attenuarsi, diventi sempre più grave, una vera psicosi che ci allarma terribilmente ?

 

Se continuate su questa strada, facile prevedere il futuro: il partito democratico  scomparirà completamente, mentre quello repubblicano è condannato ad esaurirsi progressivamente, sostituito dal Movimento di Trump, America First.

 

Anche i repubblicani se lo meritano, anche loro con i democratici fanno diga contro Trump perchè vogliono mantenere lo status quo e affondare questo paese governandolo con le lobbies farmaceutiche e le assicurazioni sulla salute.

La spia che venne dal freddo

L’avvocatessa russa Natalia Veselnitskaya (a sinistra) e Loretta Lynch, che la autorizzò con un permesso straordinario e speciale a entrare negli Stati Uniti prima del meeting con Trump Junior.

Ai democratici non è rimasto che chiedere senza molta convinzione e alla spicciolata l’impeachement del Presidente con la motivazione che loro ci hanno provato a trovare delle evidenze che inchiodassero Trump ma anche non avendole trovate il Presidente deve essere comunque colpevole.

 

Se non fosse così non sarebbe una vera caccia alle streghe! In questi giorni i liberal si strappano i capelli (e chiudono gli occhi sulla banda dei quattro: Obama, H.Clinton, Comey, Loretta Lynch) per un meeting che nemmeno si è tenuto ma che dimostrerebbe l’intento criminale dei Trumpisti di colludere con una stella pop russa e un avvocato del Cremlino che ottenne una VISA straordinaria e speciale, indovinate autorizzata da chi? Ma da Loretta Lynch ovviamente, il Procuratore Generale di Obama!!!

 

Così la Mata Hari venuta dal freddo si è data da fare come provocatrice con Trump organizzandogli una trappola per il figlio mentre dall’altra parte lavorava al finto dossier su Tramp, commissionato ad un ex agente del servizio segreto britannico da Hillary Clinton. Ricordate le notti folli di Trump in un Hotel di Sanpietroburgo con la doccia “dorata” di otto prostitute di alto bordo sul Presidente? Ecco, proprio quello.

 

I democratici sono riusciti a bloccare in questo modo, per 6 mesi, il Presidente Trump: investigazioni senza un crimine, isteria collettiva e ossessiva nei confronti dei russi senza un fatto ed un’evidenza, accuse di intralcio alla giustizia per un crimine che neppure esiste. Questo è l’ambiente dove si consuma la fine della politica e dei media americani. Più a lungo continua la caccia alle streghe, e più i media perdono credibilità con il pubblico.

 

Alla fine rimarrà uno solo, un gladiatore, uno Spartacus che sta lottando per la caduta dell’impero, spazzando via tutta la corruzione che blocca la rinascita degli Stati Uniti d’America. In CNN sono alla frutta e si stanno già cercando un altro lavoro. Tempi duri per i pundit!

Body language

I democratici americani non credono che Trump e Tillerson dicano la verità sull’incontro avuto con Putin al G 20 di Amburgo. Non avendo potuto infilare una cimice, come largamente praticato da questi paladini della democrazia e della privacy nei confronti dei repubblicani e di milioni di cittadini ignari di essere spiati, ora tentano di decifrare cosa si siano detti, studiando il linguaggio dei loro corpi.

 

Dunque è con questi metodi che i media democratici inventano le loro “fake news” e pretendono che gli americani credano alla loro verità rivelata attraverso una palla di cristallo? In realtà la gente non crede più ai media neppure per le previsioni del tempo.

il Gladiatore

La guerra tra il Presidente Trump ed i media continua senza esclusione di colpi bassi. La mancanza assoluta di umorismo da parte dei liberals ha però tirato loro un altro tiro mancino facendoli cadere nel ridicolo.

 

Così gli anti-trump di professione possono insultarlo in ogni maniera, fino a mettere in scena il suo omicidio, mentre non accettano che Trump li ridicolizzi con una risata, come con il video nel quale, a margine di un incontro di wrestling, che tutti sanno è lo sport dove la violenza è simulata e quindi “fake news” come le news dei media democratici, il Presidente Trump assale con mosse di wrestling uno sparring partner che impersonifica proprio il canale televisivo CNN.

 

Per due giorni CNN ha bombardato i suoi utenti con questa notizia di apertura nelle sue innumerevoli “breaking news”, accusando Trump di attentare alla libertà di pensiero e alla vita stessa dei giornalisti fomentando un clima di violenza e terrore.

 

Peccato che il terzo giorno la stessa CNN ha dato la notizia di aver smascherato l’autore del video e di averlo, in pratica, ricattato, facendogli firmare un impegno a non ripetere mai più una simile bravata, pena la pubblicazione del suo nome. Questo chiarisce cosa intendano i democratici per libertà di pensiero e democrazia: ricatto ed elezione del Presidente decisa in uno studio televisivo da un panel di pundit e non dagli elettori.

 

A difendere la democrazia è rimasto solo un gladiatore.

Obama’s legacy


Obama’s legacy

Queste tabelle parlano da sole: i grafici rappresentano 8 anni di amministrazione Barak Obama-Hillary Clinton e misurano il declino economico e sociale degli Stati Uniti. No fake news.

La carta proviene dalla Federal Reserve (FED)

L’eredità di Obama

Avevo anticipato ieri che Barak Obama sapeva già da un anno che il Presidente Putin in persona aveva ordinato di “sconfiggere o almeno danneggiare Hillary Clinton, ed aiutare l’elezione del suo oppositore Donald Trump”. È il contenuto del rapporto speciale della Cia, top secret, consegnato a Barack Obama nell’agosto 2016.

 

Naturalmente non ci sono evidenze nel rapporto, così come in tutta l’inchiesta sulle interferenze russe nella campagna elettorale americana del 2016, che provino queste accuse. Comunque, perchè Obama non fece un discorso alla nazione denunciando l’aggressione cybernetica dei russi e aspettò cinque mesi per sanzionare i russi con il simbolico allontanamento dal suolo degli Stati Uniti dei diplomatici e delle loro famiglie?

 

Non è un po’ poco per quello che l’articolo del Washington Post definisce “il crimine politico del secolo, un attacco alla democrazia americana destabilizzante, senza precedenti, e coronato dal successo”?. Anche il capo dello staff di Obama, Denis McDonough, sostiene che il presidente giudicò subito quella vicenda come “un attacco al cuore del nostro sistema”. Diversi collaboratori dell’ex presidente ora sembrano convinti che la reazione non fu affatto adeguata alla gravità dell’attacco.

 

La cosa che più urta è che tutta la storia sembra una montatura della precedente amministrazione supportata dai Servizi segreti oppure, viceversa, orchestrata dai servizi segreti con il supporto dell’ex Presidente e nessuno alza la sua voce per difendere il Presidente Trump e la democrazia negli Stati Uniti.

 

E’ paradossale che i politici americani considerino gli Stati Uniti come la culla della democrazia quando invece sono diventati la patria dell’estremismo, dell’intolleranza, del liberal-fascismo e il popolo è trattato come un popolo di imbecilli da usare come marionette. Ma il popolo è stanco di questo melodramma che sta portando il paese alla rovina economica e sull’orlo della guerra civile.

Mamma, li russi!

Sulla stampa americana di sinistra oggi c’è una nuova rivelazione, ripresa e urlata dalla CNN: Barak Obama sapeva già dallo scorso agosto che il Presidente Putin in persona aveva ordinato un attacco contro Hillary Clinton per far vincere Donald Trump.

Qualcuno mi sa spiegare il motivo per il quale Obama rimase zitto, senza dirlo a nessuno?