Erano già presenti con una buona delegazione, ma ora, dopo il passaggio del Generale in pensione John Kelly da Homeland (sicurezza nazionale) a Direttore dello staff della Casa Bianca, i Generali occupano i posti chiave dell’amministrazione Trump, con McMaster al Consiglio per la Sicurezza Nazionale e Mattis “Mad Dog” alla Difesa.

 

Trump ama i “suoi” Generali che, finora, non l’hanno mai tradito e anzi gli hanno dato sempre ampia copertura ogni volta che il Presidente ha abbassato la guardia di fronte agli attacchi dei democratici e dei media. Ultimamente Trump si è lasciato conquistare da un mastino napoletano che, nel giro di pochi giorni ha individuato la fonte confidenziale che dall’interno della Casa Bianca passava pettegolezzi e notizie ai giornalisti.

 

Purtroppo la cura si è rivelata peggiore della malattia perchè il mastino si è scatenato in una caccia all’uomo che ha messo sottosopra l’intera Washington DC e alla fine ha dovuto rassegnare le dimissioni perchè il Generale Kelly ha chiesto la sua testa per accettare l’incarico di Direttore dello staff della Casa Bianca.

 

Gli americani, sia democratici che repubblicani, di qualunque colore e bandiera essi siano, hanno un rispetto sacro per i militari e se qualcuno in Italia non lo sapesse, sono il popolo più militarista e guerrafondaio di tutto il mondo. Così per un giorno gli attacchi a Trump sono passati in sottofondo e hanno quasi salutato la sua scelta come un’ispirazione divina.

 

La tregua è durata solo lo spazio di una giornata, ma questa volta con una novità: non c’è più ora solo Trump ad essere seppellito sotto tonnellate di fango e fake news. Ad essere attaccato e minacciato è anche un giornalista di Fox News, Sean Hannity, uno dei pochi rimasti a fare il proprio lavoro, inchieste e non propaganda, e che si è permesso di mettere il naso in alcuni scandali in cui sono coinvolti Obama e la sua amministrazione, Hillary Clinton, l’ambasciata di Ucraina, l’FBI, haker che nulla hanno a che vedere con la Russia, tutti insieme appassionatamente intenti a spiare Trump e a fabbricare falsi dossier contro il 45º Presidente degli Stati Uniti d’America.

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