Trump riuscirebbe a vendere un frigorifero anche ad un eskimese. Così ieri, con un flip-flop da manuale è riuscito a raggiungere una serie di vantaggiosi obiettivi approfittando cinicamente di alcune foto e filmati che mostrano le tragiche immagini di bambini che muoiono per i terribili effetti di un gas nervino usato da Assad per gasare la sua stessa gente.

Ora, Assad, senza dubbio, è un crudele tiranno e macellaio, un criminale di guerra, ma quei filmati e quelle foto apparse su Youtube negli stessi siti usati da ISIS per autopropagandarsi con “commercials” realizzati da filmaker professionisti, lasciano dietro di sè una scia di dubbi e di sospetti.   Come è possibile dare credito a quei filmati senza ulteriori “intelligences” che confermino la realtà di quei documenti?

Comunque sia, Trump ha colto al volo l’occasione per centrare in una volta sola una serie di obbiettivi, prendendo cinque piccioni con una sola fava, o, più esattamente, con 59 missili tomahawk lanciati sulle teste dei militari siriani:

  1. Rientrare nella partita che si sta giocando in Medio Oriente
  2. Costringere i democratici a condividere, anche se con qualche riserva, la sua azione militare
  3. Mandare un messaggio  di avvertimento a Cina, Russia e soprattutto Corea del Nord
  4. Deviare l’attenzione dei media dalle vicende della presunta “Russia Connection”
  5. Far passare quasi nell’indifferenza generale la contrastata nomina di Gorsuch alla Corte Suprema con il voto favorevole e inaspettato di un paio di democratici.

Una settimana da incorniciare per Donald Trump!

 

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