Oggi radio, tv, quotidiani di carta o online, tuttologi di tutte le latitudini e longitudini, politici di ogni orientamento, analisti ed economisti delle più diverse scuole di pensiero, ci hanno inondato di notizie, analisi e spiegazioni di quello che è successo in Dubai. Ci sarebbe da chiedersi dove erano prima, quando volevano farci credere al miracolo del paese dove il Sole non tramonta mai.

Lo so che la mia è una domanda retorica, che erano impegnati a costruire fortune di sabbia con il gioco di Ponzi, ad osannare le meraviglie della finanziarizzazione globale, il sistema dell’economia di carta, del consumo basato sul debito, delle matrioske impacchettate dentro altre matrioske, per cui se non si sono accorti che era in arrivo la Grande Recessione, figuriamoci se potevano prevedere il crack di Dubai World e se ora possono spiegarci il vero perchè di tutto questo e che cosa succederà anche solo domani.

Eppure proprio lo sceicco Mohammed bin Rashid al-Maktoum l’aveva confessato candidamente di aver imparato da Las Vegas il segreto per costruire il suo paradiso artificiale. E questo vale per Dubai come per qualsiasi altro dei Gran Casinò a cielo aperto che abbiamo imparato a riconoscere nel nostro lungo viaggio in questa crisi senza fine. Paese che vai, Dubai che trovi, tanto per dire anch’io una stronzata come le tante sentite oggi.

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