Non credo che Taleb, quando prevede iperinflazione se i governi continueranno a stampare denaro, si riferisca all’oggi o all’immediato futuro. Mi sembra riduttivo sintetizzare la sua opinione, come ha fatto il Corriere della Sera, in un titolo che enfatizza un solo concetto, espresso tra l’altro in una battuta lapidaria, tralasciando i contenuti ben più ampi dell’intervista, nella quale sviluppa altri tre concetti fondamentali:

1) La crisi è soltanto all’inizio
2) Nulla è cambiato, nulla è stato fatto per evitare una nuova crisi
3) Non ci sarà ripresa con una disoccupazione crescente e quindi senza un aumento del livello dei consumi.

Modestamente avrei aggiunto che non sarà possibile una ripresa senza una soluzione della crisi immobiliare e del problema delle foreclosure ma non è possibile avere tutto da una semplice intervista.

Al momento quanto questa ripresa sia virtuale e fragile ce lo confermano gli ultimi dati che mostrano negli Stati Uniti bassa inflazione e un rallentamento della produzione. L’indice dei prezzi alla produzione dei beni al consumo è salita in ottobre dello 0,3% su base stagionale, mentre era attesa una crescita dello 0,6% e la produzione industriale nello scorso mese è cresciuta di un niente, lo 0,1%, mentre il consensus era di 0,3%, ben tre volte tanto.

Ora, credete di più alle previsioni di chi in passato non ne ha mai azzeccata una o a quelle di un Cigno Nero?

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