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Il miracolo dei pani e dei pesci

B. ha con le statistiche e i numeri lo stesso rapporto che ha con i sondaggi: l’importante non è che rispecchino il più possibile la verità ma che comunque dimostrino che lui ha sempre ragione. Se non è così si inventano statistiche taroccate, ad uso e consumo dei suoi sudditi osannanti.

L’Italia, dati Eurostat alla mano, detiene il record nell’area euro del più alto debito pubblico che raggiunge il 105,8% del Pil, seguita dalla Grecia (99,2%), mentre negli altri più importanti paesi europei il debito è in crescita ma ancora sotto controllo: in Spagna dal 36,1 al 39,7%, in Gran Bretagna dal 43,3 al 55,5%, in Francia dal 63,8 al 67,4%, in Germania dal 65 al 65,9%.

Ovviamente queste statistiche per B. non sono veritiere perchè non tengono conto del fatto che quello italiano è il popolo meno indebitato del pianeta e che quindi complessivamente il paese è meno indebitato di quanto dicano i numeri. Spalleggiato dal ministro dell’economia, preoccupato soprattutto per il suo posto fisso a via XX Settembre, va ripetendo da mesi questo ritornello basato sulla famosa teoria statistica dei polli di Trilussa.

Fate conto che in una famiglia il capofamiglia sperperi il doppio delle entrate, prelevando la metà di quello che i figli riportano a casa e indebitandosi fino al collo. E che i creditori bussino ogni giorno alla porta. Credete forse che si accontenteranno di avere la buona notizia che il resto dei componenti della famiglia non ha debiti?

La situazione è grave ma non seria. Il premier continua a promettere dal 2001 di tagliare le tasse ed eliminare l’IRAP. L’ha ripetuto ancora questa mattina a notizia del debito record già diffusa. Come pensa di recuperare il mancato gettito fiscale? Ma è ovvio, grazie agli introiti dello scudo fiscale: una manciata di miliardi (cinque nelle previsioni più ottimistiche) che negli annunci governativi dovrebbero servire a finanziare le imprese, tagliare le tasse, costruire ponti e infrastrutture, pagare la cassa integrazione e chi più ne ha più ne metta.

Pubblicato su Il Diario di Perestroika

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