Continua la partita a distanza tra Mike Shedlock (Mish) e Barry Ritholtz. Questa volta l’oggetto del confronto è il rally di borsa, se, come sostiene il primo, siamo alla fine dei giochi o, come sostiene Ritholtz, è appena iniziato il secondo tempo.

Shedlock ritiene che il rally del mercato è avanzato così tanto e così velocemente che se inizia la discesa, sotto non c’è nient’altro che un vuoto d’aria, anzi c’è più aria sotto che sopra.

Può darsi, dice Ritholtz, però nessuna delle linee che tracciamo suggerisce che il rally stia per finire presto la benzina. Questo non significa, aggiunge, che non potrebbe finire anche domani, ma dovremmo scommettere sulla probabilità di un’ulteriore crescita, piuttosto che su un ribasso, per almeno 4 ragioni:

1) Gli investimenti della maggior parte dei singoli trader sono sottodimensionati

2) Livelli di partecipazione e quantità sono entrambi positivi (possono sostenere cioè un’ulteriore crescita)

3) La maggior parte degli investitori ritiene – anche se a torto, secondo Ritholtz – che una ripresa è alle nostre porte e i profitti stanno migliorando.

4) La storia dimostra che i mercati secolari in ribasso hanno pesanti vendite e smisurati rallies; l’attuale rally ha ancora spazio per andare avanti basandoci sui precedenti cicli (clicca sul grafico per un’immagine ingrandita e vedi anche Le quattro fasi di Secular Bear Markets).


E l’economia? Qui sta il mio piccolo sporco segreto, confessa Ritholtz. Per due terzi, l’economia non conta veramente niente.

Lo so che sembra folle, ma considerate questo, aggiunge Ritholtz: nel mezzo di secolari mercati al rialzo, l’informazione economica sembra avere la più grande correlazione con la performance del mercato. Buoni dati, più profitti, migliore attività del mercato.

Con il mercato al top, l’economia sembra andare alla grande. I prezzi sono alti, ma i profitti record sostengono i multipli.

Poi tutto precipita all’inferno.

Toccato il fondo, sembra orribile. Sembra che queste società non faranno mai più un centesimo, che questa situazione non avrà mai fine, che non potremo mai più uscire dal buco nero.

E invece alla fine ci riusciamo.

Questo, conclude Ritholtz, deve sconcertare, far impazzire e infuriare gli economisti puri. Ma questo è il lavoro di Mister Mercato, quello di frustrare il più alto numero di giocatori…

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