Secondo Jean-Claude Trichet, presidente della Bce, “anche se ci sono i primi segnali di un rallentamento della crisi, ci sono ancora rischi di una improvvisa emergenza per una inaspettata turbolenza dei mercati”.

Per il presidente della Bce tuttavia la priorità è “mantenere un equilibrio tra la necessità di agire in relazione alla grave situazione di oggi e all’altrettanto innegabile obbligo di ritornare su una situazione sostenibile nel medio termine”. Per ottenere questo, “i governi devono spiegare in che modo intendono allentare le misure di stimolo varate per far fronte alla crisi”.

In breve Trichet ci ricorda che il paziente da un lato è ancora in prognosi riservata, ammalato e soggetto a ricadute, dall’altro propone di ridurgli medicine e prestazioni sanitarie, se non addirittura di dimetterlo.

Ma Trichet non è l’unico a predicare oggi la priorità di ridurre il debito pubblico e di avviare politiche fiscali restrittive. Evidentemente la storia non insegna mai nulla e si tende a ripetere sempre gli stessi errori.

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