Si fa un gran discutere di questa visita in Italia del dittatore libico, accolto con tutti gli onori dal nostro governo, ennesima occasione per coprirci di vergogna con il resto del mondo, il torcicollo del premier, la laurea ad honorem in quel di Sassari, tenda a Villa Pamphili, lezione alla Sapienza, diritti umani calpestati, respingimenti e via argomentando per alzare un polverone e non parlare di quello che è il nocciolo di tutto l’affaire. E il premier ringrazia per la cortina fumogena.

Già, perchè Berlusconi per fare la pace con Gheddafi spende 5 miliardi di dollari (dei contribuenti) e dirotta parte di questi soldi ai suoi amici di Impregilo (Benetton, Ligresti e Gavio) facendogli costruire un’autostrada in Libia. Per chi l’avesse dimenticato i magnifici 3 sono tra i patrioti, amici di Berlusconi, che hanno “salvato” Alitalia con un modico esborso e facendo un affare d’oro. Parte del costo viene finanziato tassando i profitti dell’Eni (che si rifà ovviamente sui consumatori) e permettendo a Gheddafi di comprarsi il 10% dell’ente petrolifero a prezzi stracciati.

In conclusione, ai 4 miliardi che ci è costata Alitalia per regalarla ai patrioti dovete aggiungere i 5 miliardi dell’operazione Gheddafi che finiranno in buona parte sempre nelle tasche degli stessi patrioti, più aggiungetici la benzina e fate di conto. Uno scandalo? Suvvia, è il mercato bellezza e tu non puoi farci niente!

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