Sono tutti lì a dire che il peggio è passato, tranne qualche rara Cassandra non ascoltata. Tra questi anche Paul Krugman che nel suo blog scrive con humor sottile:

Fino a marzo, ogni notizia economica era peggiore di quanto ci si attendeva, sempre peggiore di quanto avremmo potuto immaginare. Da allora, sebbene i report abbiano continuato ad essere negativi in senso assoluto, all’improvviso hanno cominciato a sorprenderci per gli aspetti positivi. Ho l’impressione che in questi ultimi giorni siamo di fronte a notizie – scambi con la Corea, ordinativi giapponesi, esportazioni tedesche – che ancora una volta possono sorprendere, ma solo per gli aspetti negativi.

Il premio Nobel dell’economia conclude ripromettendosi di rifletterci sopra ma forse farebbero bene a rifletterci sopra anche i nostri governanti e la pletora di analisti, economisti e giornalisti allineati che vorrebbero darci a bere che il peggio è alle nostre spalle.

Come il solito Brunetta che, dopo aver piegato le regole della matematica e della statistica al suo delirante spot sulla povertà in diminuzione, ci ripete, come già fece lo scorso anno di questi tempi, prima del crollo di settembre-ottobre per intenderci, che il peggio è passato e aggiunge, con una buona dose di autoironia, che “dal governo non ci si può aspettare molto”. Di questo non avevamo dubbi come del fatto che giugno e luglio sono i mesi preferiti dal ministro per collezionare figuracce.

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