Le banche statunitensi stanno utilizzando una tecnica non molto conosciuta per finanziare il pagamento di bonus, liquidazioni e pensioni ai propri dirigenti: attraverso l’utilizzo di polizze di assicurazione vita stipulate per centinaia di migliaia di lavoratori, con se stesse come beneficiarie.

Le banche hanno iniziato con gran parte di queste assicurazioni sulla vita durante la bolla dei subprime, quando è sorto il problema dei compensi e delle liquidazioni dei loro manager, e le stesse autorità regolatrici del settore hanno spinto per l’uso delle assicurazioni sulla vita come un modo per finanziare compensi e benefits per i manager.

Le polizze assicurative sono essenzialmente come dei fondi pensione privati: le Aziende versano il denaro nei contratti, che sono come grandi, non deducibili, piani di pensionamento, e investono i versamenti su prodotti non tassabili. Nel corso del tempo, i datori di lavoro incassano le polizze esentasse quando i dipendenti, gli ex dipendenti e i pensionati muoiono.

Qualcuno ora dirà che certe cose possono succedere solo negli Stati Uniti, ma la filosofia di fondo è la stessa ad ogni latitudine. Il lavoratore, vivo o morto, è come il maiale: non si butta mai niente.

Fonte: Wall Street Journal

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