Il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, ha dichiarato che “recentemente abbiamo riscontrato dei timidi segnali di un rallentamento del crollo dell’attività economica” e cita al proposito i dati “sulle vendite di case, sulle costruzioni e sulla spesa per consumi”.

Parafrasando J.K. Galbraith (Il Grande Crollo) chiunque senta pronunciare dalle autorità parole del genere dovrebbe capire che qualcosa non va. E infatti, a poche ore dalle dichiarazioni del Presidente della Fed il cui scopo è quello di sostenere artificialmente la borsa, giusto il tempo che le big bank americane possano presentare i loro bilanci truccati e rastrellare un pò di soldi da restituire ai creditori (per primo al governo), ecco che arrivano a gelare Wall Street i dati sulle vendite al dettaglio del mese di marzo negli Stati Uniti.

Gli analisti si aspettavano un incremento dello 0,3% rispetto al mese precedente e invece c’è stato un calo del 1,1%, segno che l’aumento della disoccupazione, come è ovvio, incide sui consumi e che molti americani hanno preso coscienza di una crisi diversa dalle altre e non si fidano più degli annunci, sempre smentiti dai fatti, delle autorità federali e delle istituzioni finanziarie.

Sacre istituzioni finanziarie come la Goldman Sachs che presenta dopo il primo trimestre un utile di bilancio di 1,8 miliardi di dollari grazie ai 2,5 miliardi dei contribuenti americani ricevuti dalla AIG e facendo sparire il mese di dicembre dal calendario del 2008. Impossibile? Allora leggete qui e qui. Stati Uniti, il paese dove tutto è possibile.

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