Mentre i governi e i mezzi d’informazione mondiali celebrano il grande accordo sul niente raggiunto in quel di Londra, arrivano i nudi e crudi dati della realtà a deprimere Wall Street.

Gli Stati Uniti continuano a perdere posti di lavoro con un inesorabile ulteriore taglio in marzo, spingendo la riduzione totale iniziata 16 mesi fa a oltre cinque milioni di unità. Nel mese di marzo i dati diffusi dal Dipartimento del Lavoro, e che andranno rivisti come sempre per difetto nelle prossime settimane, parlano di altri 663 mila posti di lavoro persi, al di sopra di quanto atteso dagli analisti. Il tasso di disoccupazione sale al 8,5%, il più alto dal novembre 1983.

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Royal Bank of Scotland annuncia tagli per 2,5 miliardi di sterline nei prossimi 3 anni. Il suo presidente Philip Hampton ha affermato che senza l’acquisizione di ABN Amro la Royal Bank avrebbe potuto dichiarare un utile operativo invece di dover accusare perdite per 26 miliardi ed ha aggiunto che l’operazione con la banca olandese è stata fatta “al prezzo sbagliato, nel modo sbagliato, nel tempo sbagliato”. Com’è lontana l’Italia. In Inghilterra chi sbaglia paga (come è successo a Sir Fred Goodwin) mentre qui li eleggono banchieri dell’anno.

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