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Il giuramento di Bruxelles

Quella tra i paesi europei sembra una nobile e singolare gara a chi fa di più spendendo di meno, all’insegna del prendi tre al prezzo di due. Dice il vostro premier parlando del suo governo: «quello che noi stiamo preparando, in aggiunta al già fatto, è molto più creativo di quello che stanno facendo gli altri Paesi a noi collegati». Sicuramente è in testa alla classifica del torneo, giacchè con soli 5 miliardi veri, attraverso la loro moltiplicazione miracolosa, avrebbe attivato centinaia di miliardi in grandi e piccole opere pubbliche, aiuti alle imprese, sussidi ai disoccuppati e cementificazione dello stivale, isole comprese, abbellendo per di più il panorama. E, visto il successo avuto in patria, intende anche dare «qualche idea agli altri e sono sicuro che saremo ascoltati con molta attenzione ».

I grandi d’Europa, contagiati dal suo esempio vincente, hanno così deciso di varare un grande piano di stimolo a livello europeo. Dotazione complessiva: 5 miliardi di euro. Ma non basta. L’Unione europea resta preoccupata dalla crisi finanziaria e dalla diffusione dei titoli tossici delle banche e continua a considerare obbiettivo prioritario la regolamentazione dei mercati, rispondendo di no a quello spendaccione di Obama che ci aveva invitati a ulteriori e immediati interventi di stimolo economico. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha invitato a valutare gli effetti degli interventi già stanziati dai singoli governi, prima di considerare ulteriori misure e ha esortato a dare all’esterno un «segnale di unità». E, come a Pontida, hanno giurato che questa sarà la linea del Piave di tutta l’Europa al prossimo G20 di Londra.

Con questi auspici e queste premesse il meeting in terra britannica sarà purtroppo quello che è stato già previsto nel nostro Fumo di Londra e cioè un’inutile gita. Con conseguenze che non vogliamo nemmeno immaginare, sperando che, per almeno una volta, non si avverino le catastrofiche previsioni dall’autorevole centro di ricerca europeo del LEAP (Laboratoire Européen d’Anticipation Politique) pubblicate nel suo rapporto n.33 di cui vi posso offrire alcuni stralci grazie al faticoso e lodevole lavoro di traduzione e divulgazione svolto dal sito Informazione Scorretta a cui vi rimando per la sua completa lettura.

Il LEAP/Europe 2020 delinea due possibili scenari per il futuro, in funzione del risultato del G20 del 2 di Aprile, ossia nel caso il vertice si concluda o meno con un accordo.

I due possibili scenari:
1. Verso una crisi risolvibile in 3-5 anni
2. Verso una crisi fuori controllo lunga un decennio

I due scenari possibili: 1. verso una crisi risolvibile in 3-5 anni

L’implementazione di una nuova moneta di riferimento potrebbe essere la seguente:

Aprile-Luglio 2009: il FMI e le principali banche centrali propongono una nuova moneta di riferimento, definiscono i tempi di lancio e le regole

Agosto-Dicembre 2009: creazione di un Istituto Monetario Globale da parte del FMI e dalle banche centrali le cui monete costituiranno il paniere, lancio di un contest internazionale via internet per la scelta del nome, definizione dei tassi di cambio.

Gennaio – Marzo 2010
Rimpiazzo del sistema SDR del FMI e aumento di capitale del FMI denominato nel nuovo paniere di monete

Aprile 2010 – Aprile 2013: passaggio al nuovo sistema monetario internazionale per tutti i mercati dell’energia e delle materie prime e di tuti i conti internazionali (naturalmente tranne quelli denominati in una moneta specifica)

I due scenari possibili: 2. verso una crisi fuori controllo lunga un decennio

Le date sono solo indicative: non pretendiamo di anticipare la data degli eventi con molti anni di anticipo. Ma vale la pena considerare la sequenza ed il passo dei processi descritti di seguito.

Aprile-Luglio 2009: Il G20 non è in grado di avviare una alternativa al sistema monetario internazionale attuale.

Agosto-Ottobre 2009

Novembre 2009 – Marzo 2010: in mancanza di una agenda comune, è impossibile convocare un nuovo G20

Aprile 2010 – Aprile 2014:

2014 – ….

Pubblicato su Il Diario di Perestroika

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