Anche il vecchio Greenspan, l’ex presidente della Federal Reserve, uno dei maggiori responsabili della deregulation e delle politiche della Fed degli anni ’90 che hanno prodotto questa terribile crisi finanziaria, dopo aver ammesso gli errori del passato, in un’intervista al Financial Times si schiera con il partito favorevole alla nazionalizzazione delle banche americane.

Certo, per decenza oggi farebbe meglio a tacere, ma fa sempre un certo effetto sentirgli dire che “potrebbe essere necessario nazionalizzare temporaneamente alcune banche per facilitarne una rapida e ordinata ristrutturazione. Credo che una volta ogni cento anni si possa fare. Una temporanea proprietà nelle mani pubbliche permetterebbe al governo di trasferire i titoli tossici ad una bad bank senza il problema di come stabilirne il prezzo.”

Oramai solo pochi repubblicani e qualche liberista fallito è rimasto a combattere come i giapponesi nella foresta perchè nessuno l’ha ancora avvisato di aver perso la guerra. E allora cosa aspetta Obama a scrollarsi di dosso la paura di essere accusato di socialismo?

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