Mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa. Mi devo cospargere il capo di cenere. Si anche Perestroika può sbagliare, soprattutto quando si dimentica che la realtà supera spesso la fantasia.

Non avendo notizie dettagliate sulla possibilità data al personale del Monte Paschi Siena di utilizzare il 100% del trattamento di fine rapporto per l’acquisto di azioni Mps avevo creduto che questa facilitazione fosse regolamentata come negli altri precedenti che, da che mondo è mondo, prevedono solitamente l’acquisto di azioni emesse dalla banca ad un certo prezzo con il vincolo della loro non negoziabilità per un certo periodo di tempo.

Invece no, mi sbagliavo: l’acquisto avviene sul libero mercato e, se si vuole, è possibile rivendersi i titoli immediatamente monetizzando definitivamente l’importo del TFR.

Non vorrei essere critico ad ogni costo ma mi sfuggono due cose. Il Monte Paschi ne ha tratto un vantaggio? Non credo, anzi, ha ridotto le sue disponibilità di qualche milione di euro e se fossi nei panni di un azionista mi incazzerei. E il Sindacato cos’ha da rullare i tamburi? Credevo fosse una sua propensione favorire la previdenza integrativa e non invece il rischio, spacciandolo per “partecipazione”.

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