Giustamente le organizzazioni sindacali di Antonveneta si preoccupano delle “innumerevoli problematiche esistenti nelle varie realtà geografiche”, dei “gravi disagi e difficoltà fra i colleghi, che quotidianamente devono affrontare condizioni lavorative difficili e mutevoli”, degli “sportelli avanzati”, degli inquadamenti, dei “notevoli ritardi con cui vengono erogati gli assegni relativi al TFR ed al sostegno al reddito” e, dulcis in fundo, anche se non sembra ci sarà molta trippa per gatti, del sistema premiante.

Fanno il loro mestiere. Ma c’è qualcuno che si preoccupi, soprattutto tra i loro colleghi del Monte Paschi Siena, del destino di questo gruppo bancario? La nave ormai senza più vele al vento sembra arenata tra le secche e gli scogli della crisi. Ci si preoccupa giustamente di turare le falle e di far galleggiare alla bell’e meglio l’imbarcazione. Ma quale futuro e quali prospettive attendono il suo equipaggio? C’è un capitano che conosca la rotta e sappia come rimettere le vele al vento? Oppure tutto va bene così madama la marchesa? Quel che si ode è solo un balbettio…

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