Una volta in gergo si parlava di “Radio scarpa”, ora, per alimentare il gossip, precostituire posizioni difensive ed alzare le barricate non ci si fa scrupolo di utilizzare strumenti più sofisticati scomodando giornalisti (sempre pronti ad inzuppare) e addirittura coinvolgendo la Banca d’Italia. Presto anche il Quirinale sarà chiamato a scendere in campo dicendo la sua sulle presunte decapitazioni in Banca Antonveneta?

Non vorremmo cadere nell’infortunio accaduto qualche tempo fa a chi parlò di burattini, burattinai, pinocchi, fatine e pistole fumanti sui tavoli ma come diceva e ancora dice uno degli ultimi superstiti della prima repubblica, “a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca”.

Banca mutilata, pelosi commiati, sussurri nei corridoi, epurazioni, al governatore di Bankitalia non piacerà, clima teso, Montani e Cartone non si parlano, gli azionisti divisi. Certo i giornalisti fanno il loro mestiere ma sappiamo tutti che alla base del loro lavoro ci sono le veline e le notizie “confidenziali” dell’informatore volontario di turno.

Cui prodest? Fate voi. Io un’idea ce la ho e se avete letto il mio precedente articolo capirete anche a chi mi riferisco…..la banda dell’Attack. Sull’argomento non devo perciò aggiungere altro, se non auspicare un ricambio “fisiologico e naturale” e un’ultima avvertenza: il “burattinaio”, per sua natura, agisce sempre nell’ombra e le sue trame spesso servono a nascondere i suoi reali obiettivi.

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